M5S: “Amt è fuori controllo”

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Interrogazione del gruppo consiliare del M5s per fare chiarezza sul nuovo regolamento delle progressioni e la revoca delle procedure di avanzamento.

“Stiamo assistendo ad una serie di scelte dei vertici Amt che non lasciano alcun dubbio sulle limitate e limitanti capacità gestionali della partecipata”. Così in una nota il M5S Catania che continua a seguire e denunciare le inadempienze che hanno messo in stato di agitazione i sindacati e i lavoratori, dopo l’approvazione del nuovo regolamento delle progressioni e la revoca delle procedure di avanzamento.

“E’ grave il silenzio del controllo analogo e del vicesindaco facente funzioni Bonaccorsi, che, tra le altre cose, non ascolta l’opposizione e continua a ignorare i problemi legati alla gestione delle risorse umane nelle partecipate. L’errata applicazione del contratto di categoria, che di fatto sottrae ai lavoratori somme a loro spettanti (codice zad e contatore
individuale), ma anche l’adozione di un regolamento per gli avanzamenti di carriera, contribuisce ad alimentare il malumore tra i lavoratori e dubbi sulle capacità gestionali dei vertici Amt”.

Questo il commento del consigliere Graziano Bonaccorsi, primo firmatario di un’interrogazione del gruppo consiliare del M5s, in cui si chiede chiarezza sui principi che hanno ispirato il nuovo regolamento delle promozioni e la successiva revoca del bando del 2015/2016.  In nome del rispetto delle norme sulla trasparenza, il M5s chiede anche che si renda pubblico il curriculum vitae mancante di un membro del Cda, al fine di verificare la
presenza dei titoli e delle competenze di tutti i componenti e di fugare ogni eventuale dubbio sulla validità delle deliberazioni.

“Comprendiamo bene che il quadro generale delle partecipate è paragonabile ad un girone infernale dantesco, ma il vicesindaco non può rimanere immobile di fronte a certe anomalie: il silenzio non mantiene gli equilibri, bensì li altera. Attendiamo un segnale concreto, distensivo e di confronto che possa dirimere e risolvere i tanti problemi che affliggono le nostre partecipate e in questo caso l’Amt” conclude Bonaccorsi.

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