Intervista a Carlo Kaneba, alter ego (nudo) siciliano di Vanessa Incontrada

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Salvatore Caltabiano, meglio conosciuto come Carlo Kaneba, è un comico nostrano che di esperienza in TV ne ha parecchia e di sostanza. Ha infatti partecipato al programma Cultura Moderna condotto da Teo Mammuccari. In seguito, è stato inviato di Striscia la Notizia; diverse le esperienze teatrali. Dopo la famosa copertina di Vanessa Incontrada nuda su Vanity Fair, circolata moltissimo nei giorni scorsi sui social media e nelle edicole, anche Carlo ha deciso di farsi fotografare nudo da Sebastian Marbello ponendosi come alter ego maschile della bella showgirl. Con le sue debolezze, il suo bagaglio d’esperienze, i suoi sacrifici per calcare il palcoscenico.

Vanessa Incontrada nuda su Vanity Fair per lanciare un messaggio di body positivity: come ti è venuto in mente di fare lo stesso?

Volevo fare una cosa ironica, durante un’occasione in  cui avevo già un appuntamento con Sebastian per un servizio fotografico. Lì è nata l’idea di farmi fotografare con le medesime posizioni della Incontrada, usando le frasi di copertine di Vanity sotto al suo corpo per sovvertirle secondo la mia esperienza. È da quarant’anni che dicono su di me cose di ogni tipo. Tanto odio ma anche tanto amore. Sono cose naturali, soprattutto per chi si espone.

Quindi, perché secondo lei una come la Incontrada si è fatta fotografare nuda contro le invettive? Oggi la donna formosa piace agli uomini, quanto alle donne..

 In effetti non lo so.. quella foto è bellissima. Tutte le donne vorrebbero quel corpo a quarant’anni: forme bellissime. Certo, non è il corpo della signora Incontrada, quello che non si può accettare. Il mio corpo, invece, è quello di un quasi sessantenne con la pancia, che non fa sport.. e si vede! (ride)

Le ingiurie che ti hanno fatto più male?

Per esempio sul mio mestiere di raccontare barzellette. Eppure, pochi sanno quanto ho faticato. Soprattutto sui social giudicare e, talvolta, fare del bullismo è sempre troppo semplice. Ma sono sempre stato molto forte, libero e mai mi sono fatto pestare i piedi per la mia professione od omosessualità. Dal punto di vista fisico invece no, devo dire che non ho ricevuto critiche particolari.

Pensa che la nostra sia una società omofoba e discriminatrice?

Penso che ci sia tanta cattiveria. L’omofobo è certamente colui che non si accetta. Chi ha una vita propria, gradevole e felice, se ne frega se il prossimo è omosessuale o meno. Comunque, secondo la mia esperienza non ho mai subito alcun tipo di atteggiamenti discriminatori e da ciò che mi sembra di vedere, la maggioranza di omosessuali per fortuna riesce a vivere la propria vita serenamente.

Pensa che sia più la donna a ricevere insulti da un punto di vista fisico, piuttosto che un uomo?

Purtroppo credo di sì. Anche perché per l’uomo con un minimo di intelligenza è più semplice riuscire a metterci un po’ più d’ironia. L’uomo con la pancetta ha il suo perché, lo sanno tutti (scherza, ma nemmeno troppo!). Per la donna è diverso anche se oggi la scelta non è difficile: se vuoi migliorare, in tempi odierni puoi farlo. Altrimenti, impari ad accettarti così come sei.

Chi insulta di più per caratteristiche fisiche sono gli uomini o le donne?

Le donne fra donne. È tremendo da dire, ma è vero. Penso per competizione, che è la disgrazia delle donne e non credo sia un atteggiamento che possa finire. È tremendo! Certe volte “fate cascare le braccia!”

In effetti, l’uomo può fare soffrire ma la donna sa essere di una cattiveria senza eguali, quando vuole. Nel tuo caso, le ingiurie sono state più da parte di uomini o di donne?

Da parte degli uomini, che a volte con me sono cattivi. Le donne mi adorano. Ma va bene, fa parte del gioco.

Pensi che ci sia più bisogno di associazioni che aiutino gli uomini in difficoltà fisiche e psicologiche?

Tutti nella vita abbiamo bisogno di aiuto. Esistono donne forti e donne fragili. Per gli uomini vale lo stesso. Anche l’uomo può avere problemi. Non è una questione di ormoni ma di mente. Bisogna aiutarsi da soli ma non tutti riescono, purtroppo.

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