Catania, in Consiglio comunale vincono gli assenti (ottava volta di fila)

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Non si va oltre alle comunicazioni dei consiglieri. Poi, al Consiglio comunale la seduta viene per l’ennesima volta sospesa ( ottava consecutiva, considerando anche le seconde convocazioni), per mancanza del numero legale.

Ulteriore stop per mancanza del numero legale al Consiglio comunale. L’ultima volta che si sono esauriti i punti all’ordine del giorno è stato il 7 settembre. Vi erano da votare i debiti fuori bilancio, tutti di tipo A (già pagati dall’Amministrazione). Il passaggio in Aula rappresenta un atto formale richiesto dalla Corte dei Conti. Il presidente del Consiglio Giuseppe Castiglione ha spiegato a freepressonline che i debiti fuori bilancio “saranno messi nell’ordine del giorno finché non saranno votati. Non è una questione di regolamento del Consiglio, ma da me la Corte dei Conti non deve venire a chiedermi il perché non le abbia messe”.

Forse vi è l’ambizione da parte dei consiglieri di raggiungere e superare qualche record? Almeno lo dicessero, così da potere fare il tifo e sostenere l’assenteismo in Aula, magari organizzando qualche festa in concomitanza dei consigli comunali. Niente di trascendentale, ma di certo davanti a un invito con bistecca alla fiorentina cucinata alla brace accompagnata da un ottimo vino d’annata qualcuno direbbe di sì. Invece niente. Tutti tacciono. Solo Sebastiano Anastasi il 29 settembre ha parlato di indecenza nel “vedere i fuggi fuggi”.

Sul problema degli assenti, oggi ha parlato in Aula Luca Sangiorgio: “Qui dobbiamo capire che l’assunzione di responsabilità ce la dobbiamo prendere tutti. Gli assessori dovrebbero essere i primi a prendersi la responsabilità ed essere il riferimento del proprio gruppo consiliare all’interno di quest’aula. Se poi l’assessore è il primo che non viene diventa un problema. Se io sono stato votato è per venire qui in Aula. La Stampa poi pensa chissà che cosa, mentre io penso che a volte ci sia del semplice menefreghismo”.

Condivisibile il messaggio di Sangiorgio, che ha anche ricordato dell’assenza di alcuni perché in isolamento fiduciario a causa della positività al Covid, ma c’è ancora qualcosa che non torna. Siamo davanti ad un dato oggettivo: da quando Salvo Pogliese è stato sospeso, solo il 7 settembre il consiglio ha terminato i lavori per esaurimento dei punti all’ordine del giorno.

C’è stato chi si è preoccupato che i lavori del Senato cittadino si sarebbero potuti bloccare per l’impossibilità di tenere regolarmente le commissioni (Bartolomeo Curia aveva denunciato la mancanza di segretari verbalizzanti). È stato quasi previgente. Ci ha azzeccato, visto che il Consiglio comunale è praticamente fermo. Troppe le assenze da parte della maggioranza. Se si aspetta l’esito positivo del ricorso sulla sospensione Pogliese per riprendere i lavori non ci siamo. Se poi il giudice Viviana Di Gesu respingesse l’istanza? Cosa per altro possibile.

I presenti in Aula sembrano degli eroi, in primis l’assessore Fabio Cantarella, quasi sempre presente. Il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi ha fatto solo due apparizione e, a questo punto, era meglio che si fosse assentato. Chiamato in causa, ha risposto sempre in modo talmente evasivo da rasentare l’inutilità. Al contrario, sempre puntuale e preciso era Pogliese che potrebbe dare un segnale positivo ad alcuni dei suoi consiglieri, misteriosamente scomparsi dall’Aula. Magari, potrebbe travestirsi da mago Silvan e dire le famose “Sin sala Bin”. E il gioco è fatto.

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