Catania, partecipato presidio indetto da USB  per chiedere la liberazione dei pescatori ostaggio a Bengasi

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Nei pressi della Prefettura di Catania, si è svolto oggi un presidio per chiedere la liberazione di 18 pescatori italiani ostaggio in Libia.

Un partecipato presidio si è svolto nel pomeriggio di oggi a Catania, nei pressi della Prefettura. La manifestazione è stata indetta dalla Federazione del Sociale USB etnea per chiedere la liberazione dei 18 pescatori, che si trovavano a bordo dei​ pescherecci siciliani Antartide e Medinea salpati da Mazara del Vallo, prigionieri​ dall’1 settembre della milizia del generale​ della Khalifa Belqasim Haftar. Al presidio hanno aderito: Terra e LiberAzione, Femministorie- Documentazione e Memoria Progettuale, APMP-Pescatori Marineria Catanese, Partito Rifondazione Comunista Catania, Identità Siciliana, Partito Comunista dei Lavoratori, Il Sud Conta Catania, PMLI, GenerazioneBastaGiá,  Siciliani Liberi Catania,
Associazione Thomas Sankara, Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista, Antudo, Potere al Popolo  Catania, Centro Solidarietà  Popolare “Graziella Giuffrida”, MO Unione Mediterranea, Italexit  Catania, Azione Civile, Attiva Sicilia, Fasci Siciliani dei  Lavoratori.

Ha aperto gli interventi al megafono  Orazio Vasta, giornalista  freelance  e militante della Federazione del Sociale USB Catania.  “I 18 pescatori – ha evidenziato Vasta –  sono doppiamente in ostaggio:  di Bengasi e dei Trattati italo-libici di  Minniti . Il sequestro e la liberazione dei 18 lavoratori è, quindi, legata a questi Trattati firmati da Minniti pubblicamente con Tripoli e sotto banco con Bengasi. La Federazione del Sociale USB Catania,​ condannando il vergognoso silenzio delle istituzioni statali e governative nazionali e regionali, esprimendo solidarietà​ alle famiglie dei 18 pescatori, chiede l’incondizionata e immediata liberazione dei 18 lavoratori”.

All’ intervento di Vasta ha fatto seguito  quello della professoressa Claudia Urzì, responsabile regionale della Federazione del Sociale USB Sicilia, che telefonicamente ha collegato il presidio di Catania  con  Roma, dove in piazza Montecitorio, da settimane,  le madri, le mogli e le figlie dei 18 pescatori stanno dando giorno e notte ad un presidio per chiedere la liberazione dei loro cari. I partecipanti al presidio hanno salutato il presidio di marina con un caloroso  e prolungato applauso. Dopo la Urzì, c’è  stata una lunga lista di interventi. Fra gli altri, gli interventi di Fabio Micalizzi, presidente dei pescatori dell’ APMP, dello scrittore Mario Di Mauro, presidente di Terra di LiberAzione, di Sesto Schembri del PMLI, Santo Musumeci di Italexit, di Raffaele Panebianco di Siciliani Liberi Catania,
l’ intervento dell’on. Angela Foti di Attiva Sicilia, vicepresidente dell’Ars.

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