Intervista a Tiziana Drago: “Lascio il M5S, ma non vado alla Lega”

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È noto a tutti, come il Movimento 5 Stelle non stia attraversando il suo periodo più roseo, che sembra essere assai remoto rispetto a oggi, dopo l’ennesima stoccata elettorale delle Regioni. E non parliamo solo di delusioni fuoriuscite dalle urne da parte degli elettori ormai stanchi  ma anche, di pezzi considerevoli del partito che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, che mollano l’equipaggio della nave stellata ormai in deriva. L’ultimo componente fuoriuscito, una donna dal carattere indipendente e che ha sempre lottato per le cose che credeva più importanti per questo paese, fra cui la scuola e la famiglia: la Senatrice Tiziana Drago, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a Freepressonline. 

Di Salvo Giuffrida e Mari Cortese

Come e quando ha maturato la sua scelta di lasciare il Movimento 5 Stelle?

È stata quasi una scelta indotta visto che in questi anni, ogni tre mesi, venivano divulgati comunicati che mi vedevano vicina alla Lega e immagino, che questi venissero indotti dall’interno del Movimento. Inoltre, è stata disattesa la mission per la quale ero stata eletta: ovvero, la mia esperienza pregressa come presidente del Forum, delle associazioni familiari di Catania e coordinatrice di ANFN (Associazione Nazionale Famiglie Numerose), insieme a mio marito. Poi, nonostante abbia prodotto, come si evince dalla mia attività divulgativa sulla piattaforma del Senato, diverse proposte di legge volte alla tutela della famiglia, queste sono state completamente disattese. Mi è stato perfino ostacolato il percorso di deposito di emendamenti e decreti legge. Non condivido ciò che sta succedendo.

In merito a cosa? Parla dell’emergenza sanitaria?

Anche. Però è doveroso precisare che ciò che sta accadendo non è solo da addebitare al Governo o al M5S, che però non è escluso da responsabilità. I tamponi, ad esempio, vanno concessi a tutti e gratis. Stiamo assistendo ad assalti nei pronto soccorso e negli ambulatori, anche da parte di famiglie con più figli che devono sostenere spese ingenti. Comunque, una proposta che per me sarebbe opportuna, si orienta verso un sistema sanitario che venga gestito a livello nazionale.

Cosa le ha causato particolari delusioni, durante il suo percorso politico?

Da siciliana, ho visto tanti mancati interventi. Nel Dl agosto è passato un emendamento di aiuto per la ricostruzione dei comuni del centro Italia, mentre sono stati disattesi assolutamente gli emendamenti da me depositati sulle nuove province di Catania, colpite dal sisma di Santo Stefano. Nonostante siano stati organizzati dei tavoli per lavorare in modo congiunto, sul tema sisma in tutta Italia, la procedura politica è sempre rivolta a una specifica area geografica.

Parliamo anche dei docenti del Sud: da tanti anni sono fuori e non sono sostenuti né economicamente, visto che devono sostenere speso di vitto, alloggio e trasporto, né da un punto di vista professionale. Normalmente, nelle pubbliche amministrazioni tutti hanno possibilità di chiedere trasferimento ed ottenerlo, ma ciò non vale per i docenti. Ma sul mondo della scuola, da dire avrei moltissimo..

Lei ha parlato prima di comunicati che la vedevano vicina alla Lega. Mi spieghi meglio..

Sono stati confusi i rapporti cordiali che ho non solo con i colleghi della Lega ma con tutti gli altri, in modo trasversale, con una reale appartenenza. Ma il bandolo della matassa è la mia presenza a Verona, all’ultimo Congresso Mondiale delle Famiglie.

Quindi non passa alla Lega?

Non passo alla Lega, ma io e i colleghi del progetto politico che vorremmo portare avanti saremo sempre aperti al dialogo e al confronto. Che è ciò che manca in Parlamento in questo momento e ciò depaupera le istituzioni delle loro funzioni essenziali.

Allora passerà al Gruppo Misto?

Tecnicamente passerò al Gruppo Misto, ma sto aspettando delle risposte per portare avanti alcuni progetti politici, come accennavo poc’anzi.

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