Intervista a Francesco Giubilei: “La Chiesa si faccia capofila per difendere i cristiani perseguitati nel mondo”

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In Europa, gli attacchi terroristici hanno ripreso a terrorizzare i popoli fra la fine di Ottobre scorso e il principio di Novembre. Non solo il Coronavirus, ad inquietare gli animi ma la consapevolezza che, forse, l’Occidente non si sta prendendo cura del proprio patrimonio culturale, storico e religioso. Probabilmente il tramonto della civiltà, anche alla luce di ciò che sta emergendo negli USA dopo le votazioni presidenziali ancora in corso di verifica. Ma la domanda è: si può ancora tornare indietro? Ne parliamo con lo scrittore, analista politico ed editore Francesco Giubilei

In Europa, tre attentati terroristici in un arco di tempo brevissimo. Tuttavia, l’UE mostra ancora difficoltà nel condannare con vigore l’estremismo islamico..

Non è negando un problema esistente che questo si risolve. Il terrorismo islamico oggi rappresenta una minaccia per l’Europa, doppiamente grave perché negli anni passati a causa di politiche sbagliate sul tema dell’immigrazione e, quindi, senza il controllo delle frontiere, sono arrivate nelle nostre nazioni persone di cui sappiamo poco o nulla, tra cui radicalizzati ed estremisti. Non vuol dire che tutti i migranti siano dei delinquenti, ma è giusto sottolineare la necessità di un maggiore controllo delle frontiere per cercare di prevenire fenomeni terroristici. A ciò si aggiunga un problema di carattere culturale legato alle seconde generazioni, poiché molti attentatori sono nati e cresciuti in Europa: ciò significa che nel nostro modello di società c’è qualcosa che non funziona.
Sei stato attaccato insieme ad altri giornalisti italiani dalla testata “La Luce” dopo aver criticato Erdogan. Ma mi chiedo perché, visto che i musulmani turchi in primis, non sostengono l’attuale presidente della nazione turca.

Non voglio insistere in questa polemica, mi limito a sottolineare che non è accettabile ricevere una grave accusa di “islamofobia” per il semplice fatto di aver criticato Erdogan e il suo operato politico. Ribadisco la necessità di difendere il diritto di critica e a libertà di espressione senza dover subire attacchi di questo genere, così come confermo i contenuti dei miei articoli in cui sottolineavo come la Turchia rappresenti una minaccia per gli interessi italiani, dalla Libia al corno d’Africa, passando per il Mediterraneo e i Balcani.

Il Papa dice: “reagire al male con il bene”. Quali azioni dovrebbe intraprendere Bergoglio, per dimostrare che il mondo cattolico è forte e unito contro le barbarie?

Non sono nessuno per poter consigliare al Papa cosa dire o fare. Da cattolico rispetto il ruolo del Santo padre ma rispettarlo non significa non poter commentare alcuni interventi o posizioni di Papa Francesco. In questo momento storico a mio giudizio la Chiesa cattolica dovrebbe farsi capofila di una grande alleanza a difesa dei cristiani che in tante parti del mondo sono perseguitati e difendere i valori alla base del cristianesimo poiché, anche nelle nazioni storicamente cristiane, esprimere determinate posizioni diventa ogni giorno più difficile.

Gli attentati terroristici avvenuti in Europa sono anche il simbolo fallito dell’integrazione, ovunque. In che modo il Consiglio Europeo dovrebbe preservare l’identità degli stati, favorendo di conseguenza un tessuto di integrazione armonioso e concreto?

Regolamentando l’immigrazione e facendo in modo che gli immigrati che arrivano in Europa abbiano le stesse opportunità dei cittadini nati in una nazione. È molto più solidale accogliere un numero congruo di immigrati, integrarli realmente, fare in modo che trovino un lavoro, piuttosto che accogliere indiscriminatamente senza poter offrire nessun genere di opportunità a causa del numero troppo ampio di persone che arrivano. Inoltre non possiamo continuare a vivere in una società come quella contemporanea che si fonda sempre di più sul concetto di oikophobia (odio per la propria casa) teorizzato dal filosofo conservatore Roger Scruton.

Quali sono le responsabilità dell’Italia nell’esportazione del terrorismo islamico fondamentalista in Europa e nel Paese?

L’Italia non ha né più né meno responsabilità delle altre nazioni d’Europa, perché le politiche migratorie sono sbagliate a livello europeo, in particolare nelle nazioni dell’Europa occidentale. Certo, il nostro paese deve interrogarsi su come viene effettuato il controllo dei confini, alla luce della provenienza degli attentatori ai mercatini di Natale in Germania qualche anno fa e più di recente in Francia. L’arrivo senza controlli di migliaia di migranti nelle coste italiane e in particolare a Lampedusa, ha conseguenze non solo per il nostro paese ma per tutta l’Europa, come purtroppo è emerso in occasione degli attentati.

Il clero di Al Azhar, principale centro di formazione del mondo islamico sunnita ha condannato l’omicido a sfondo terroristico dell’insegnante di storia decapitato in un sobborgo di Parigi per aver mostrato agli alunni le caricature di Maometto pubblicate da Charlie Hebdo, ma ha chiesto rispetto per la religione e i suoi simboli sacri. Condividi la satira contro i musulmani del periodico francese?

Charlie Hebdo realizza vignette provocatorie che possono risultare offensive anche per i cristiani e i cattolici e prende di mira non solo Maometto ma anche Gesù. Possiamo discutere sul buono o cattivo gusto della sua satira. Personalmente non mi piace ma occorre difendere un principio, che è il diritto di satira. Se si accetta la satira, deve valere per tutti a prescindere dal credo politico o religioso di ognuno di noi. Se al contrario si soffoca il diritto di satira, si mette un bavaglio non solo alla libertà di espressione e parola ma anche a principi alla base della democrazia.

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