Nebrodi, “pensionati” del Corpo Forestale in prima linea nel contrasto al Covid

0
908

Il personale del Corpo Forestale, in prima linea a controllare gli ingressi di due comuni dei Nebrodi, Cesarò e San Teodoro, dichiarati zona rossa dalla presidenza della Regione.

A dare man forte agli uomini della Forestale di Messina, con carenze di organico e  impegnati a fare rispettare le zone rosse di Cesarò e San Teodoro, comuni dichiarati zona rossa, con carenze di organico, anche quelli di Catania.

In prima linea non tutto sembra andare per il verso giusto visto delle lamentele, raccolte da freepressonline, tra il personale impiegato sui Nebrodi. Il trattamento a loro riservato, denunciano degli operatori, non è quello riservato alle altre Forze dell’Ordine. “Abbiamo quasi sessant’anni, e in certi servizi, come quello di questi giorni con il rischio elevato di beccarci il covid , cresce l’ansia e la paura di portare il contagio a casa, perché la tutela è minima e i turni sono massacranti -dice una guardia forestale – .Sulla strada, fra le auto e le centinaia di persone da fermare, tra pass e autocertificazioni, si annida il nemico pubblico numero uno, il Coronavirus. E noi forestali con dpi ricevuti con il misurino e non funzionali a questo tipo di servizio e alla pesantezza lavorativa, dovuta alla non verde età. Tanti di noi dovremmo essere in pensione!”.

“Questa è una storia assurda – dice un altro appartenente al Corpo Forestale, saremmo già stati collocati in pensione, a sessant’anni, ma non è stato possibile perché la politica ha bypassato una norma della legge 24/72, esattament l’articolo 13. Hanno tolto dignità lavorativa al Corpo Forestale, e non è bello vedere gente acciaccata ed a volte claudicante ancora in divisa”.

“Da oltre trent’anni – aggiunge e conclude un altro forestale – sulle montagne, tra mille incendi e tanti, tanti chilometri con i fuori strada e a tutte le temperature, il fisico ormai assai logoro, mentre la politica aveva ragionato in merito al ripristinare la norma pensionistica, per qualcuno saremmo dipendenti regionali alla stessa stregua degli archivisti o degli amministrativi, come se le qualifiche di polizia e le disposizioni di Prefetture, Questure, A.G. non avessero rilevanza. Ebbene hanno trovato il modo di condannarci sino a 67 anni, difficile da sopportare”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui