Sicilia, zone franche montane ancora in alto mare. Tiziana Drago: “Stanno ostacolando la sua attuazione”

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Il 31 dicembre 2020 è il termine ultimo per approvare in Parlamento la legge sulle zone franche montane in Sicilia. Tiziana Drago: “Il Governo centrale sta ostacolando l’attività legislativa di una regione”.

La senatrice Tiziana Drago (Popolo Protagonista) durante una seduta della Commissione bicamerale questioni regionali ha rivolto un appello al ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia affinché si rimuovano gli ostacoli che hanno impedito sinora l’approvazione della legge sulle zone franche montane in Sicilia, istituite il 17 dicembre del 2019, con l’obiettivo di farle uscire dall’isolamento attraverso l’imposizione di regimi fiscali vantaggiosi e con degli sgravi fiscali per le aziende che assumono del personale.

Le zone franche montane sono definite come quelle che ricadono all’interno dei 132 comuni siciliani con meno 15 mila abitanti e a 500 metri sul livello del mare che abbiano patito lo spopolamento.

La senatrice Tiziana Drago, intervistata da freepressonline, ha spiegato che la Sicilia aspetta da 76 anni i decreti attuativi per gli articoli 36, 37 38 dello Statuto siciliano. Quindi per “le fiscalità di sviluppo dobbiamo passare ogni volta dal Governo centrale”. Per questo motivo, la legge deve essere approvata dalla Camera dei Deputati e dal Senato. “Siamo da 5 mesi incardinati in Senato – riferisce la senatrice – . Il termine ultimo per approvare la legge è fine dicembre. Un problema è sorto quando il vice presidente dell’Ars Gaetano Armao ha dichiarato in audizione che i 300 milioni annui non sono sufficienti. Questo però è un falso problema, visto che dal testo della legge si evince che sarà la Regione a farsi carico diminuendo i fondi, ma si aspetta che Armao definisca bene che sia la Sicilia a farsi carico di quest’onere”.

“Nei fatti – continua la Drago – il Governo centrale sta ostacolando l’attività legislativa di una regione. Però io ci tengo a sottolineare la formulazione ipotetica. Mi attengo ai fatti fino ad oggi e logica vuole che, se facciamo un calcolo tecnico e numerico, noi al 31 dicembre 2020 non ci arriviamo a approvare questa legge”. Quindi decadrebbe tutto, vi sarebbe un nulla di fatto.

La Drago, però non si dà per vinta e, intuendo che su questo tema vi è un certo interesse da parte di molti commissari a esporre dei miglioramenti alla legge, ha avanzato in via informale ad alcuni suoi colleghi la richiesta di permettere a questa legge di essere attuata, permettendo alle piccole e medie imprese delle aree interne e montane della Sicilia di ottenere i necessari sostegni immediati”.

Quindi una corsa contro il tempo, che se persa mortificherebbe oltremodo un territorio, quello delle zone franche montane siciliane con tanto bisogno di sostegno, anche da parte del Governo centrale, così come sancito anche dalle norme europee.

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