Intervista al Prof. Marianno Franzini: “Ozonoterapia grande opportunità per la cura del Covid 19”

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Corsa ai vaccini anti Covid per prevenire i contagi, timori sull’arrivo delle dosi e allarme per i richiami. Ma la ricerca delle cure per i malati affetti da Sars-Cov-2 quanto viene realmente attenzionata? Ne abbiamo parlato col Prof. Marianno Franzini, Presidente della Società Scientifica di ossigeno-ozono terapia (SIOOT) e docente di ossigeno-ozono terapia alla facoltà di medicina dell’università di Pavia e all’Unicamillus di Roma. 

Durante la prima ondata di contagi il panico ha prevalso e ha regnato tanta confusione sulle terapie da seguire e su come prevenire. Oggi reputa che stia accadendo la stessa cosa con i vaccini?

C’è molta confusione. Certo è che i vaccini non possono risolvere tutti i nostri problemi: primo, non sappiamo ancora esattamente che periodo copre il vaccino: si pensa dai 4 ai 6 mesi ma ancora non è certo; poi non sappiamo ancora quale sia l’efficacia reale dei vaccini. Terzo, per vaccinare tutta Italia due anni minimo bisogna prevederli. Quindi. dal momento che fai il vaccino per qualche mese non prendi la malattia, ma prima si è soggetti a contagio. Ciò vuol dire che sono fondamentali le cure anti Covid e, fra queste, noi privilegiamo l’ozonoterapia, che ha dimostrato di essere curativa per il Covid ma anche preventiva, associandola al Rinozon o all’Oralozone che sono due oli ozonizzati brevettati proprio per fornire una barriera contro il virus che può entrare dal naso o dalla bocca.

A tal proposito che novità ci porta sull’ozonoterapia nella cura delle infezioni da Sars-Cov 2? 

Sono stati pubblicati diversi studi su riviste di settore importanti sui benefici dell’ossigeno- ozono terapia nei pazienti Covid. Al momento ci sono una ventina di ospedali forniti in Italia per erogare il servizio e può darsi che aumentino, nel breve periodo.

Quindi l’ozonoterapia non può in alcun modo sostituirsi al vaccino?

No. Il vaccino è una cosa, l’ossigeno-zono terapia un’altra. L’ozonoterapia principalmente è la cura del Covid. Il vaccino la prevenzione.

Perché si parla poco di ozonoterapia, visto che gli studi in merito risalgono alla fine dell‘800 e l’ozono fu addirittura utilizzato nella Prima Guerra Mondiale da alcuni soldati per trattare le ferite in trincea?

Mi è parso di intendere che la paura fosse quella di togliere importanza al vaccino ma non è affatto vero, essendo due cose diverse.

L’ozono comunque non è solo cura del Covid ma anche del post Covid, quando nei guariti negativizzati il mantenimento di mal di testa, le difficoltà respiratorie e una grandissima stanchezza, che sembra cronica, emergono nel 70% dei casi per oltre sei mesi.

Massimo Galli, citando alcuni studi di settore ha affermato che potrebbe non essere necessario il vaccino per gli immunizzati e che potrebbe risultare addirittura dannoso. Lei che ne pensa? 

È tutto da vedere. Come le dicevo prima, quello che non sappiamo assolutamente è la durata dell’immunizzazione sia di chi ha “sperimentato” la malattia, sia di chi si è sottoposto al vaccino. Potrei essere d’accordo sul mettere per ultimi in fila per il vaccino coloro che sono già stati contagiati dalla malattia ma non sarei d’accordo nell’escluderli totalmente. La difesa contro il Covid non sembra essere così lunga.

Quali caratteristiche deve avere un vaccino per potersi ritenere sicuro ed efficace?

Dovrebbe dare un’immunità almeno al 95%. Gli standard minimi affinché un vaccino possa essere commercializzato sono del 50%. Sulla sicurezza, sappiamo che il vaccino normale, fatto secondo i criteri dei vaccini da noi conosciuti ha un’ottima sicurezza. Sul vaccino fatto sull’Rna, nessuno sembra avere ancora il quadro chiaro: c’è il partito di chi afferma che cambierà il Dna e chi dice che non sarà così, ma non abbiamo ancora prove specifiche. Stiamo facendo un po’ da cavie anche noi.

Si parla tanto del vaccino a m-Rna come quelli di Pfizer o Moderna, ma vaccini come il Coronavac, a virus inattivato, della cinese Sinovac e quelli a vettore virale non replicante come quello della CanSino, che utilizzano meccanismi più “collaudati” perché non potrebbero essere ugualmente sicuri?

Appunto, stanno uscendo infatti dei vaccini costruiti secondo quanto conosciamo, quindi senza che si vada a toccare l’Rna o eventualmente il Dna. Arriveranno in seconda battuta, non subito come con Pfizer o Moderna.

Iniziata la fase due per il vaccino interamente made in Italy, ReiThera, che pare non abbia dato effetti collaterali seri e nessuna reazione avversa e di cui è probabile (da confermare nelle fasi successive) che basterà una sola dose. Saremmo finalmente autosufficienti. Un traguardo importante per il nostro paese.

Siamo ancora lontani, a dire il vero. Però sui mass media qualsiasi cosa si chiami vaccino sembra vada bene. Purtroppo non è così. Aspettiamo che esca, aspettiamo a leggere com’è fatto e com’è stato collaudato. Saranno tutti buonissimi, i vaccini, non dubito di questo. Ma dirlo adesso con pochissime prove mi sembra un po’ frettoloso.

Non la preoccupa il fatto che concentrandosi molto sulla ricerca dei vaccini alla fine si trascuri la ricerca per curare i malati da Covid 19?

Questo è scandaloso, più  che preoccupante: finora abbiamo lasciato morire più di 80.000 persone mentre i decessi potevano essere decisamente meno, se avessimo attuato in modo costante le cure, e metto per prima l’ossigeno-zono terapia che ha dato prova concreta. Eppure è una cura di bassissimo costo, potenzialmente fattibile in tutta Italia. Io dico che se avessimo provato a curarlo davvero, questo virus, sarebbe stato meno aggressivo.

Come si cura il Covid 19?

Le tre cure principali sono l’ossigeno-ozono terapia che ha dato i risultati migliori. Poi c’è il plasma che ha dato difficoltà maggiori e non può essere erogato a tutti, visto che può essere usato solo in casi di Covid meno violento e poi ci sono l’Idrossiclorochina e il Remdesivir, sempre per il Covid a uno stadio iniziale. Volendo mettere insieme queste cose, forse avremmo ottenuto risultati migliori e con meno stress e certamente molti, ma molti morti in meno.

Chi vuole farsi curare con l’ossigeno-ozono terapia cosa deve fare?

Vedere se c’è un medico disponibile ad andare a domicilio se si è a casa. Se parliamo di ricoverati in ospedale, invece, assicurarsi che la struttura ospedaliera della propria città sia fra gli ospedali che offrono il servizio. Basta andare su   www.ossigenoozono.it. per ricevere tutte le informazioni in merito. In alternativa, qualora l’ospedale non fosse fornito ci si può informare col primario se fosse possibile farsi trattare comunque con l’ozonoterapia, ma è  un procedimento certamente più lungo e meno immediato.

Mi spiace e non capisco perché il numero di ospedali che tratti l’ozono-terapia sia ancora così esiguo. Il Ministero avrebbe dovuto  scegliere un maggior numero di ospedali per l’erogazione del servizio e verificare i risultati.

Anche perché, diciamolo chiaro, un servizio di ozonoterapia in tutti gli ospedali d’Italia sarebbe costato meno dei banchi a rotelle. Non si sarebbero superati i 30 milioni per tutto il paese.

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