La Ferlita (SIGI): “Mie dimissioni ininfluenti per proseguo trattativa”

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Nuccio La Ferlita tranquillizza i tifosi del Catania e spiega il perché delle sue dimissioni. Sigi intanto deve vendere in fretta.

Ieri sera era arrivata la notizia delle dimissioni di Nuccio La Ferlita da consigliere del cda di Sigi. A riportare la notizia Meridionews. Stamattina abbiamo intervistato il consigliere dimissionario che ci ha risposto dopo aver giocato, forse per scaricare la tensione accumulata, una partitella a tennis

Nuccio La Ferlita nel confermare le sue dimissioni da consigliere nel Cda di SIGI precisa che “Queste credo abbiano effetto immediato. Però non sono un giurista. Sono cose interne alla Società che non devono preoccupare i tifosi. La mie dimissioni non pregiudicano per nulla la cessione del Calcio Catania a Tacopina. Al posto mio sarà nominato un altro consigliere e si andrà avanti. Mi sarei guardato bene a fare una cosa che avesse potuto creare difficoltà a un qualcosa a cui tengono Sigi, i tifosi e la città. Continuerò a fare il socio della Sigi come l’ho sempre fatto. Io sono un tifoso da più di quarant’anni e lo sarò sempre“.

Sulle motivazioni della sua scelta, La Ferlità dice: “Io mi occupo di spettacoli. La mia attività è stata la prima a fermarsi per la pandemia e purtroppo credo che sarà l’ultima a riprendere. Io ho famiglie e partite Iva collegate. Si rende conto qual è il disastro economico che in questo momento lo spettacolo, gli artisti i musicisti e i tecnici si trovano a vivere tutti i giorni. Io non posso trascurare un’attività che solo io posso fare. Le nostre sono aziende Ad personam e questo è un momento in cui io devo pensare a anche alla mia attività. Questo non significa che io voglia trascurare Sigi, ma è un momento molto delicato dove deve esserci un’attenzione che può dare qualche altro socio più disponibile“.

Io non faccio parte di nessuna fazione all’interno di Sigi. Non mi schiero né a favore né contro a nessuno – continua La Ferlita – .Sono in ottimi rapporti con tutti. Penso che le probabilità di arrivare al closing siano aumentate visto che si è firmato un contratto preliminare. Ne sconosco il contenuto, ma ritengo che siano stati fatti dei passi avanti verso la cessione. Vorrei chiarire che una trattativa non è una partita di calcio in cui farci le scommesse, ma hanno un’altra filosofia“.

Fin qui le parole dell’ex consigliere del Cda di Sigi, che però, da quanto appreso da freepressonline vive di una spaccatura netta al suo interno. Ci sono, infatti, dei soci che sono contrari a cedere la Società Calcio Catania a Tacopina. Si tratta di Vullo e Salice, che vorrebbero aspettare un’altra occasione per vendere. Un’offerta migliore rispetto a quella proposta da Tacopina. L’americano prenderebbe il Catania pagando ai soci Sigi un ristoro più o meno parziale della somma investita, ma l’affare si chiuderebbe solo se si raggiungono delle condizioni di riduzioni di debito con i creditori istituzionali, come con l’Agenzia delle Entrate.

il rischio di attendere è il fallimento del Calcio Catania. Abbiamo spiegato giorni fa, analizzando i bilanci societari di due principali azionisti di Sigi Nicolosi e Maugeri,  perché Sigi nei fatti è costretta a vendere. Il monte debitorio (63 milioni di euro accertati) e i costi di gestione del Calcio Catania (perdita secca di esercizio di almeno 7,5 milioni di euro annui a stagione) appaiono insostenibili per la stessa inconsistenza economica di Sigi. Anzi Sigi deve vendere il più in fretta che può per non trovarsi nelle condizioni di non poter terminare nemmeno la stagione in corso.

 

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