Tacopina e Sigi “firmano davvero” il contratto preliminare. Closing quando (e se) vi sarà riduzione debito

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VENICE, ITALY - AUGUST 11: Venezia Fc President Joe Tacopina looks on before the TIM Cup Match between Venezia FC and Catania at Stadio Pierluigi Penzo on August 11, 2019 in Venice, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Attraverso un comunicato stampa il Calcio Catania comunica che Tacopina e Sigi hanno firmato il contratto preliminare. Una nota della stessa società con i simili contenuti era stata diramata lo scorso sabato. Ecco le differenze. Closing quando sarà definita (ridotta) l’esposizione debitoria nei confronti dei creditori istituzionali.

Con una nota diramata nella serata di ieri il Calcio Catania annuncia: Il contratto preliminare relativo all’acquisizione del 100% delle quote azionarie del Calcio Catania S.p.A., cristallizzato nella struttura e nei contenuti a seguito delle sigle apposte sabato 16 gennaio e dell’esame congiunto dei documenti allegati, è stato firmato oggi (sabato 23 gennaio ndr.), negli uffici della sede operativa a Torre del Grifo Village, da Joe Tacopina e Giovanni Ferraù, presidente della SIGI S.p.A.”

Con una nota giorno 16 gennaio sempre il Calcio Catania annunciava la sigla del contratto preliminare alla presenza del sindaco Salvo Pogliese. Nel comunicato infatti si leggeva: “Alle ore 19.05, negli uffici della sede operativa a Torre del Grifo Village, Joe Tacopina e Giovanni Ferraù hanno siglato il contratto preliminare per l’acquisizione del 100% delle quote azionarie del Calcio Catania S.p.A.”.

Trovare le differenze è difficile, perché nei fatti non sembrano essercene, almeno a prima vista. La differenza sta nelle parole siglare e firmare, una sfumatura che ai più, purtroppo anche tanti addetti ai lavori, è sfuggita e quindi figuriamoci agli speranzosi e oltremodo ottimisti tifosi etnei. La sigla si appone su un atto imperfetto, cioè ancora non formato sotto il profilo della provenienza. La firma, invece, si appone per confermare, per esprimere una volontà tipica dei contratti.

Il significato di questa sottigliezza linguistica e tecnica è stata, a dire il vero, cancellata dal proseguo del comunicato di sabato scorso nel quale si legge: “Le sigle, apposte in presenza del Sindaco Salvo Pogliese, certificano e coronano i meriti acquisiti dalle parti contrattuali in termini di assoluto impegno finalizzato ad approntare solide basi per lo sviluppo di progetti ambiziosi relativi al futuro del Calcio Catania“. La frase lasciava pensare ad un lettore poco attento che tutto era stato chiuso in via definitiva. Ovviamente non era così visto le firme di ieri.

Che la scorsa settimana non si fosse arrivati alle battute finali ma che c’era tanta strada da fare nessuno se ne era accorto. Quasi nessuno. La Sicilia, infatti, mercoledì 21 gennaio esce con un articolo a firma di Giovanni Tomasello, in cui si legge: “Domani la firma del contratto preliminare“. Tutto questo mentre a Catania praticamente si festeggiava il passaggio del Calcio Catania a Tacopina.

Ora tutto è fatto? No! Assolutamente no! A dirlo è lo stesso Calcio Catania per ben due volte, nel comunicato di sabato 23 gennaio e in quello di sette giorni prima. In queste due note è specificata la condizione precisa che farà scattare il closing. Nel comunicato di sabato scorso si leggeva: “Tale accordo, secondo clausola, darà luogo al conseguente closing una volta soddisfatta la condizione di intervenuta definizione dell’esposizione debitoria nei riguardi dei creditori istituzionali del club“. Nella nota  di sabato 23 si legge ancora: “si procederà al closing una volta soddisfatta la condizione di intervenuta definizione dellesposizione debitoria nei riguardi dei creditori istituzionali“. Praticamente il closing avverrà quando e se vi sarà la riduzione del debito chiesto da Tacopina.

Essere ottimisti porta bene, ma festeggiare prima porta una iella pazzesca. A Catania dovrebbero saperlo bene visto che si stapparono innumerevoli bottiglie di spumante per un ripescaggio in Serie B senza l’ufficialità della Lega e, successivamente, con i tribunali che sancirono l’inconsistenza giuridica delle richieste etnee tanto sbandierate dai soloni di turno.

 

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