Sanremo con il pubblico? La Ferlita: “Se si entra all’Ariston allora anche al Metropolitan”

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Divampa la polemica per una possibile apertura al pubblico del Teatro Ariston per il Festival di Sanremo. Secondo Nuccio La Ferlita di “Puntoeacapo Concerti”, è inspiegabile che negli altri teatri e negli stadi non si facciano entrare gli spettatori.

Sulla presenza del pubblico al Teatro Ariston per il Festival di Sanremo abbiamo intervistato Nuccio La Ferlita, titolare di Puntoeacapo Concerti. L’imprenditore catanese opera nel settore della musica dal 1989. Nella sua lunga carriera ha organizzato concerti per gli artisti  più famosi: Gianna Nannini, Biagio Antonacci, Zucchero, Renato Zero, Pino Daniele e moltissimi altri ancora. Numerose anche le produzioni discografiche che ha curato, come innumerevoli le manifestazioni che ha curato.

Cosa pensa di un’apertura al pubblico del Teatro Ariston durante il Festival di Sanremo?

Sanremo con il pubblico è simile a quello che vediamo in televisione. Nel programma “C’é posta per te” di Maria De Filippi ho visto del pubblico dentro la sala con del plexiglass che divideva i posti. Questo no so quanto questo possa mettere al sicuro né so quali siano le precauzioni che si sono prese e si vogliano prendere. Sicuramente verrà presa la temperatura di chi entra, si cercherà di tenere un distanziamento sociale all’ingresso e all’uscita dal teatro e fare sedere il pubblico un posto si e uno no. Ora se questo si fa per Sanremo si dovrebbe fare per tutti. Se si fa per il Teatro Ariston non capisco perché non si debba fare lo stesso per il Metropolitan di Catania o per il Golden di Palermo. Staremo a vedere cosa succederà. Il comitato Tecnico scientifico piano piano prenderà delle decisioni e ci darà delle linee guida. Un ipotesi è di fare entrare chi ha fatto il vaccino“.

Come vi state muovendo per cercare di fare valere i vostri diritti e superare questa crisi pandemica che vi sta creando un notevole problema economico?

Noi come associazione di categoria siamo stati attivissimi fin dall’inizio della pandemia. Assomusica ha iniziato fin da febbraio dello scorso anno un’interlocuzione con il governo. In particolare con il ministro Franceschini. Io personalmente e Carmelo Costa, insieme agli associati siciliani abbiamo, invece tenuto i rapporti con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana sia per quanto riguarda le misure a sostegno del comparto che per quello che potevano essere le misure da adottare per facilitare gli ingressi all’interno delle strutture. Abbiamo ottenuto sostegno sia dal governo nazionale che, soprattutto dal governo regionale, di cui ringraziamo specialmente l’assessore Manlio Messina. Abbiamo avuto anche il sostegno delle parti politiche di opposizione. Per quanto attiene l’apertura siamo tutti in attesa e cerchiamo di capire cosa succede in Italia e all’estero. Guardiamo con attenzione la situazione dei vaccini e guardiamo i dati di questa epidemia che è assolutamente imprevedibile nella sua evoluzione“.

Il mondo del calcio sta vivendo lo stesso medesimo problema in Italia: la mancanza di pubblico.

Si, infatti. Lo stadio, essendo un luogo all’aperto potrebbe essere un luogo più sicuro di altri. Qualcuno mi deve spiegare perché è più al sicuro una persona che va a vedere “C’é posta per te” al chiuso rispetto a un’altra che va a vedere Catania Foggia al Massimino all’aperto. Sul calcio ci sono dei pregiudizi perché in effetti noi allo stadio siamo un pò indisciplinati. Questa è colpa anche nostra che all’interno dello stadio facciamo cose che al di fuori non faremmo, come l’abbraccio dopo un gol. Di questo forse dobbiamo avere paura. Però abbiamo imparato tante cose a Catania, visto che dai tristi avvenimenti del 2 febbraio di qualche anno fanno ora abbiamo una tifoseria che si comporta in modo esemplare rispettando le regole“.

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