Settore ristorazione in protesta in via Etnea: “Adesso basta, i nostri ristoranti sono sicuri”.

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Stamattina in via Etnea, all’altezza di villa Bellini gli imprenditori del settore ristorazione, raggruppati da Fipe Confcommercio Catania si sono riuniti per protestare contro la chiusura prolungata di ristoranti, bar e attività di somministrazione ormai divenuta insostenibile.

I ristoratori, in modo assolutamente pacifico, hanno fatto presente la loro intenzione di riaprire dopo giorno 31 gennaio, data in cui dovrebbe chiudersi l’esperienza temporanea della zona rossa in Sicilia, decisa dopo le feste dal preside Nello Musumeci dopo l’impennata dei contagi post natalizi nella nostra isola.

Dario Pistorio, presidente Fipe provinciale, non solo esprime dissenso ma fa una proposta concreta alle istituzioni regionali: “Troppi Dpcm e uno stop and go di apertura e chiusura hanno causato 2.800.000 di perdita di fatturato solo in Sicilia dei pubblici esercizi. Ed anche se passassimo, come pare, in zona arancione non cambierebbe nulla, perché in modalità asporto i pubblici servizi non possono arrivare minimamente a coprire le spese. La Sicilia, essendo a statuto speciale potrebbe decidere di riaprire in modalità di totale sicurezza, magari operando solo attraverso servizio al tavolo. Ma riaprire è necessario, perché il nostro comparto è completamente in ginocchio”

La nota proprietaria di uno storico bar, punto di riferimento di numerosi professionisti e aperto da più di 70 anni a Catania, Selma Privitera, aderente al gruppo Donne Imprenditrici di Fipe, corrobora la causa ai nostri microfoni: “Siamo qui per manifestare il nostro malcontento nei confronti del governo che vede in noi ristoratori gli unici untori del Covid senza tenere conto degli affollati mezzi di trasporto, delle file alla posta e della calca nei tribunali, dove non ci sono controlli sufficienti. Noi invece sanifichiamo, igienizziamo e ci sottoponiamo insieme ai nostri dipendenti a test anti Covid a nostre spese. Ciò rende i nostri luoghi, quelli che aderiscono alle norme anti Covid vigenti, fra i più sicuri in assoluto.”

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