Caso Nave Gregoretti, il processo a Salvini dalle origini ad oggi -VIDEO

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Salvini arriva al carcere di Bicocca a Catania. Foto: Davide Anastasi

Si è svolta oggi la terza udienza preliminare del processo a Salvini sul caso Gregoretti, che ha avuto inizio il 3 ottobre, giorno in cui il leader della Lega è stato ascoltato a Catania, per la prima volta, dal giudice Sarpietro.
Salvini si era presentato di fronte al Gup in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio fatta dal Tribunale dei ministri di Catania che ha ottenuto il via libera del Senato lo scorso 12 febbraio.

L’accusa formulata è quella di aver “abusato dei suoi poteri privando della libertà personale 131 migranti a bordo dell’unità navale Gregoretti, della guardia costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio”, giorno in cui fu disposta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nell’ambito di un accordo per la distribuzione dei migranti in altri cinque paesi dell’Unione Europea.
La Procura etnea si era già pronunciata per l’archiviazione, ritenendo che “l’attesa di 3 giorni per uno sbarco” non possa “considerarsi un’illegittima privazione della libertà” dei migranti a bordo della nave.

Inoltre, per gli inquirenti sulla nave vennero “garantiti assistenza medica, viveri e beni di prima necessità” e “lo sbarco immediato di malati e minorenni”.
Al contrario il Tribunale dei ministri, nel chiedere lo svolgimento del processo, sottolineò come Salvini fosse stato responsabile per aver “determinato consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale” dei migranti, “costretti a rimanere in condizioni psicofisiche critiche” a bordo. Secondo i tre giudici per i reati ministeriali, infatti, non vi erano ragioni tecniche ostative per l’autorizzazione allo sbarco”, che poteva essere tempestivo.
D’altra parte, per Salvini “la permanenza a bordo” era “funzionale solo a consentire la conclusione della procedura di redistribuzione” dei migranti in Europa.
Sui motivi di ordine pubblico che avrebbero determinato lo stop allo sbarco in Sicilia, Salvini ha tirato fuori, nell’ultima memoria, una nuova prova, parlando di un “Gps per l’orientamento in mare che dopo il salvataggio fu trovato in uno zainetto” a dimostrazione di “una probabile presenza a bordo, tra i migranti, degli scafisti responsabili del traffico di esseri umani”. “Due scafisti – conclude la difesa di Salvini – che furono poi identificati e fermati”.

Il Gup il 12 dicembre scorso ha sentito Trenta e Toninelli. L’ex ministro dei trasporti Durante il governo giallo verde pare abbia riferito in Aula di non ricordare i particolari di quanto avvenuto. La deposizione di Conte è stata raccolta a fine gennaio a Palazzo Chigi. Oggi è stato il turno di Luigi Di Maio, che ha confermato la condivisione della linea del Governo sulla gestione degli sbarchi. Luciana Lamorgese, secondo quanto affermato da Salvini, ha riferito di aver continuato la gestione dell’immigrazione sulla falsa riga del governo precedente.

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