La settimana catanese: Nello Musumeci e Matteo Salvini restano slegati

0
219
Illustrazione di Amalia Bruno

Forse rinviato a mai il patto federativo tra il partito del presidente della Regione e dell’ex ministro dell’Interno.

Le terza puntata dell’udienza preliminare per il “caso Gregoretti“, con Matteo Salvini che rischia il rinvio a giudizio per sequestro di persona e abuso di atti d’ufficio, poteva essere l’occasione per iniziare l’Operazione disgelo tra il leader leghista e il leader di Diventerà bellissima, Nello Musumeci. I due furono i protagonisti del famoso Patto dell’arancino, poi le parallele politiche dei due si sono sfiorate più volte, ma mai incrociate nè strette in quel patto federativo auspicato dall’ex ministro dell’Interno e guardato con freddo distacco dal presidente della Regione. Nei corridoi delle stanze del potere si dice anche che ulteriore raffreddamento fu provocato dalla mancata nomina di Fabio Cantarella nella Giunta di governo regionale, gesto non gradito da Salvini. Nei giorni scorsi i due alleati mancati si sono incontrati, ma come racconta Mario Barresi su La Sicilia, le cose sono andate diversamente rispetto alle aspettative di Musumeci.

Continua dopo la foto

Fabio Cantarella, assessore Ecologia e Sicurezza al Comune di Catania
Foto: Salvo Giuffrida

Salvini, infatti, per quello che doveva essere un chiarimento a quattrocchi si è presentato con la scorta di Carrà, vice coordinatore regionale, dell’assessore Alberto Samonà e con Fabio Cantarella, (nella foto) iperattivo assessore all’Ecologia del Comune di Catania. Troppe orecchie e troppi occhi per Musumeci, che comunque schierava il delfino Ruggero Razza e il saggio Gino Ioppolo, segretario regionale di #Db. Insomma, nulla di fatto sul piano politico. E forse non è un caso perchè qualche movimento politico sotterraneo sarebbe in corso tra grillini in fuoriuscita e autonomisti di Raffaele Lombardo, sempre prodighi nelle campagne acquisti, autonomisti che, invece, il patto di alleanza con Salvini lo hanno sottoscritto da tempo e senza perdere troppo tempo. Le prove tecniche sarebbe state effettuate già in qualche municipalità, ma anche in Consiglio comunale dove la componente delM5s più sensibile allo sviluppo urbanistico e alla protezione dell’ambiente si è ritrovato, in modo naturale, sulle stesse posizioni degli eredi del Mpa che sono sempre pronti a distribuire qualche bacchettata al sindaco Salvo Pogliese, tenuto sulle spine con la storia infinita del catasto dei soprassuoli. La convocazione del Consiglio straordinario sul futuro delle aree dismesse degli ex ospedali ha rilevato un altro nervo scoperto del sindaco, circondato anche da un rosario di associazioni che chiede il confronto aperto con la città.

Polemiche al vento, infine, per il logo dell’Università di Catania, un elefante stilizzato che non è piaciuto a molti, convinti che sostituisca il “sigillo”, con tutti i riferimenti araldici e storici dell’antico ateneo etneo.  Di semplice e solo logo si tratta, invece, per promuovere servizi e aspetti commerciali dell’istituzione culturale.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Inserisci il tuo nome qui