La settimana catanese Sotto la cenere cova il fuoco della Lega

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Sono già iniziate le scosse di assestamento in vista delle prossime elezioni per il sindaco e il Consiglio comunale di Catania.

 

Neanche un seggio dopo il voto del giugno del 2018, adesso la Lega rappresenta un’anomalia nella bilancia politica di Palazzo degli elefanti: due assessori, Fabio Cantarella, salviniano della prima ora, e Alessandro Porto, un girovago dei partiti, che fulminato sulla via di Pontida è stato subito elevato al rango di coordinatore politico cittadino.  E due consiglieri convertiti strada facendo agli ideali padani: Alessandro Messina, eletto con la lista di Diventerà bellissima, e Emanuele Nasca, che di recente ha abbandonato la cadente stella cometa grillina. La Lega è in piena campagna acquisti: in archivio ha messo anche l’adesione di Giuseppe Cardillo, già candidato sindaco a Mascali con la lista civica “Amore per Mascali”, poi sostenuta da Fratelli d’Italia, e attuale consigliere. “Dopo un’attenta esegesi degli scenari politici nazionali e locali, contraddistinti spesso da paradossi e contraddizioni, ho maturato la decisione di aderire al partito della Lega”,  ha spiegato Cardillo.

Un’operazione che non può non fare riflettere sul significato di bon ton applicato alla politica. Alessandro Porto, infatti, è assessore del sindaco Salvo Pogliese al quale, con nonchalance, ha “soffiato” una professionalità di rango. Che farà Pogliese? Si accontenterà dell’acquisizione di Tiziana Drago, senatrice ormai ex pentastellata, che ha sposato la fratellanza italiana?

Intanto, continua all’interno del Consiglio comunale l’incontro del terzo tipo, sempre più ravvicinato, tra Graziano Bonaccorsi, un passato da giovane simpatizzante di Alleanza Nazionale, e Giuseppe Castiglione e Sebastiano Anastasi della lombardiana Grande Catania. Bonaccorsi viene definito “una bella testa” dai colleghi d’aula a Palazzo degli elefanti: vivace e preparato elemento dell’opposizione, stimato e seguito anche da parte della maggioranza. Sulla penelopica questione del Catasto dei soprassuoli, definita nei giorni scorsi, dopo un iter consiliare di quasi due anni, è stato elemento attentamente critico e documentato.

Sul Municipio, intanto, dopo l’Operazione sipario, si riaccendono i riflettori della Commissione regionale antimafia, presieduta da Claudio Fava, e l’accesa polemica politica. Ribalta della stampa nazionale, infine, per l’incredibile vicenda del parcheggio vicino l’ospedale Garibaldi sottratto al suo legittimo proprietario, un affare potenzialmente a molti zeri, da esponenti che non profumano di santità. Vicenda portata alla luce da un’inchiesta di Mario Barresi, su La Sicilia, prima, e dal servizio televisivo de Le Iene, poi.

 

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