La settimana catanese La sorpresa nell’uovo della politica

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Iniziano le fibrillazioni in vista delle scadenze elettorali, più o meno vicine, a Palermo e Catania.

 

Lo tsunami del “Caso dati covid”, più mediatico che giudiziario fino ad ora, e le scosse di assestamento all’interno del centrodestra siciliano potrebbero aver provocato la consapevolezza che bisogna cominciare a guardare alle prossime scadenze elettorali in un’ottica diversa a Palermo come a Catania. Nel capoluogo etneo, anche se l’appuntamento con le urne è apparentemente lontano, la candidatura bis di Salvo Pogliese è tutt’altro che scontata. Sull’attuale sindaco, infatti, pende più di una spada di Damocle: dalla sospensione…sospesa determinata dalla Legge Severino e dal successivo ricorso, adesso al vaglio della Corte Costituzionale, al processo d’Appello per le così dette “Spese pazze all’Ars”, dopo la condanna in primo grado. Difficile, quindi, immaginare non solo il secondo mandato, ma addirittura il completamento di quello attuale a Palazzo degli elefanti. Fratelli d’Italia ha un’alternativa valida e credibile? Certamente ce l’ha la Lega che, da quando ha affidato l’incarico di coordinatore politico ad Alessandro Porto, ha spostato il suo asse verso un’area più moderata e centrista, al di là di quello che è il Dna del partito. Il primo nome che viene è quello di Fabio Cantarella, attualmente assessore “importante” nella Giunta comunale, leghista della prima ora, nei mesi scorsi stoppato sulla via di Palermo dal presidente Nello Musumeci. Cantarella potrebbe porsi un trivio di fronte: Roma, per un seggio parlamentare, di nuovo Palermo, per un incarico assessoriale di prestigio, ma anche restare nel Municipio catanese per la poltrona più prestigiosa.

Un candidato possibile e credibile, sempre nel centrodestra, poteva essere Ruggero Razza e potrebbe ancora esserlo se i tempi della giustizia ne consentissero una veloce riabilitazione. Se. Tra i forzisti, è sempre molto visibile e attivo nel suo territorio di origine Marco Falcone. Giovanissimo sindaco, dinamico assessore provinciale prima, pragmatico assessore reginale ora, l’avvocato prestato alla politica ha un lungo curriculum amministrativo e le giuste alleanze per poter pensare ad una sfida così difficile, ma anche prestigiosa, almeno che non abbia obiettivi personali fuori dalla Sicilia.  Spostandoci al centro torna in corsa il nome di Valeria Sudano, origini democristiane, un seggio a Roma sotto l’insegna di Italia Viva, ma non è assolutamente da escludere una conversione verso il fronte opposto, che potrebbe essere favorito dall’avvicinamento di Luca Sammartino al centrodestra. Almeno così si sussurra nei corridoi di Palazzo degli Elefanti. C’è il tempo per una migrazione lenta e preparata da “pontieri” interessati, abili nell’arte della diplomazia e del do ut des, che in politica ha sempre il suo valore. E l’ipotesi di una sindaca a Catania è più che una suggestione. Vedremo. Naturalmente il centrosinistra non sta a guardare e anche se il Pd rischia l’ennesima crisi di identità, un Bianco boys nel conto bisogna pur metterlo, una carta – non tanto a sorpresa – l’ex sindaco di una primavera catanese ormai lontana nel tempo, potrebbe averla. Resta da vedere, infine, cosa resterà del Movimento 5 stelle, frantumato a livello nazionale da alleanze contro natura e, in Sicilia, indebolito da una emorragia che fluisce verso posizioni politiche più coerenti con le posizioni di partenza dei singoli. All’Ars si è costituito da tempo un gruppo meno intransigente nei confronti della maggioranza di centrodestra alla quale potrebbe ulteriormente avvicinarsi e nel Catanese la storia non è poi tanto diversa, come dimostrano alcune fughe recenti.

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