Processioni sospese a causa del lockdown, ma Modica “deroga”: Gesù e Maria si baciano la notte

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Foto da: artribune.it

Ultimo giorno di “rosso” nazionale oggi, Lunedì dell’Angelo, chiamato così per ricordare il momento cruciale, nella storia della Resurrezione, della manifestazione dell’angelo annunciatore (non è un caso che “angelo” derivi dal greco antico ἄγγελος, da ἀγγέλλω “annunzio”) a Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe e Salomè, della nuova vita di Gesù Cristo.

A proposito, quanto è bello ogni anno in occasione delle festività pasquali, rileggere e assorbire i racconti del Vangelo? Non poco, anche se ad essere realmente più attesi sono i momenti popolari in cui si fa ingordigia delle visite ai Sepolcri e delle processioni religiose in Settimana Santa: Cristo in colonna, l’infelice Madonna Addolorata col cuore trafitto dalle sette spade, Cristo morto in processione e Gesù risorto la Domenica mattina, che incontra la Vergine Maria, a metà fra l’incontenibile felicità e lo sbigottimento di tanta Grandezza.

Per il secondo anno, niente di tutto questo è stato vissuto dagli entusiasti figli dell’Italia meridionale, sempre pronti a “prendere la processione come scusa” per fare un aperitivo di comitiva in piazza, in attesa che il Cristo morto passi davanti al tavolo del bar, al pomeriggio, quando il chiacchiericcio della combriccola si ferma per qualche minuto, per cantare al passaggio di Gesù morto il canto tradizionale “Di Mille Colpe Reo”.

Ma niente di tutto ciò, questo 2021. Eccetto le funzioni in Chiesa che sono l’essenza della Pasqua spirituale e cristiana.

Eccetto, U’ncuontru del Cristo Risorto con la Madonna, sua madre, in gran segreto a Modica, all’alba della Domenica. D’altronde, se sei una star dell’arte contemporanea e sei registrato all’anagrafe sotto il nome di Adrian Paci, le imposizioni del lockdown sono un gruppetto di provvedimenti raggirabili legittimamente. Infatti, l’artista albanese, col sostegno dell’amministrazione locale, del vescovo di Noto mons. Antonio Staglianò e del parroco di Santa Maria di Betlem, don Antonio Maria Forgione, ha proposto e ottenuto che sfilassero, nel silenzio delle viuzze modicane, Cristo risorto e la Vergine Maria che, sicuramente per la prima volta in assoluto, hanno vissuto il momento dell’incontro nell’intimità del loro amore, lontani dagli sguardi insistenti dei cittadini e dalle festose musiche bandistiche, che ogni mattina di Pasqua non vedono l’ora di celebrare la corsa della Madonna verso suo Figlio, mentre perde il manto nero, portatore di lutto, svelando sotto, a coprirle il capo, un mantello chiaro come la Resurrezione, spesso finemente ricamato.

Foto: livenet.it

A portare in spalla i simulacri, alcuni membri dell’Associazione Portatori di Santa Maria di Betlem che, insieme alle autorità sopracitate e nel rispetto delle norme anti-Covid, hanno dato vita (sotto supervisione dell’artista presente) alla performance U’ncuontru, in seguito alla seduzione subita da Paci negli anni passati, nell’assistere al celebre rito fra la folla dei modicani. Anche se l’Incontro non è testimoniato all’interno dei vangeli canonici, la corsa a braccia aperte della Madonna verso Cristo ha coinvolto, riunito e portato gioia e sorrisi fra migliaia di fedeli in molte aree del Mezzogiorno.

Per questo, il rito divenuto performance, occasionalmente, non vuole essere una polemica contro il decreto pasquale anti-Covid ma una possibilità di prosecuzione dei tesori a noi noti, delle nostre tradizioni e usanze più antiche, che resistono nonostante il tempo, nonostante il periodo storico vacillante, nonostante le norme. La nostra anima scalpita di fronte alla coscienza delle nostre origini ancestrali, incantatrici, talvolta invasive. Lo spirito, oltre i confini della malattia.

E Adrian Paci ce lo ha ricordato, con un’insolita discrezione: un momento di amore puro, consumato e mai finito, all’alba dei vicoli di una piccola cittadina di Sicilia, speranzosa di una nuova rinascita.

Il video dell’evento sarà prodotto nelle prossime settimane. Dal 6 aprile al 31 luglio nei locali della galleria d’arte contemporanea Laveronica, in via Clemente Grimaldi 93, sarà possibile visitare una personale di Adrian Paci dal titolo ‘The Encounter’. In mostra il video e una serie di foto tratte dalla celebre omonima performance che si è svolta a Scicli nel 2011, nata sempre dalla collaborazione tra la galleria ed il grande artista albanese e di cui U ‘ncuontru, a dieci anni di distanza, ha rappresentato una prosecuzione ideale. (ragusaoggi.it)

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