Il 21 maggio sarà sciopero nazionale per la sanità pubblica indetto dall’Usb

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Venerdì 21 maggio sciopero nazionale indetto dall’Usb per la sanità pubblica: a Palermo si svolgerà una manifestazione regionale in piazza Indipendenza, di fronte la sede della Presidenza della Regione Siciliana.

Il 21 maggio si terrà a Roma il Global Health Summit (G20), il vertice tra i ministri dei venti paesi più industrializzati, che metterà al centro il tema della salute.

Questo appuntamento assume un significato particolare in questa fase storica segnata dalla pandemia e dal dramma socio-sanitario causato dal Covid-19. L’ultimo anno e mezzo ha visto le nostre società travolte dall’emergenza continua, con i sistemi sanitari nazionali che sono entrati in crisi dopo anni di tagli indiscriminati ed il personale sanitario che si è trovato a resistere all’ondata pandemica con pochi mezzi e, spesso, rimettendoci la vita.

Le politiche dell’Unione Europea sono state – quasi tutte – caratterizzate da privatizzazioni, tagli e aziendalizzazioni dei sistemi pubblici, con la conseguenza di rendere ingestibile l’emergenza Covid e restituirci un conto altissimo in termini di vite umane perse. Lo smantellamento progressivo della medicina di base, della sanità territoriale e di prossimità, il depotenziamento delle strutture sanitarie pubbliche, i massicci contributi pubblici alla sanità privata sono, così, drammaticamente ritornati al centro del dibattito politico, senza concretizzarsi, però, in interventi efficaci. Basti pensare al caso italiano. Sui famosi 248miliardi del Recovery Fund, si prevedeva di destinarne circa 65 proprio al rilancio della sanità del Paese. Nella versione finale del PNRR, però, i fondi diventano appena 20miliardi, cifra assolutamente insufficiente al rilancio di una vera sanità pubblica in Italia.

Gli interventi immediati da fare sarebbero moltissimi: rilanciare un piano immediato di istituzione di presidi sanitari territoriali diffusi nei territori, dai grandi ai piccoli centri;  riammodernare le deficitarie strutture esistenti; sul fronte del personale sanitario, è necessaria l’immissione in massa di medici ed infermieri negli organici del Servizio Sanitario Nazionale.

Nella lotta quotidiana al Covid abbiamo dovuto osservare impotenti le difficoltà determinate dalla scarsità degli organici degli ospedali a cui, cinicamente, le aziende ospedaliere provavano a far fronte attraverso contratti precari, a termine, o collaborazioni con lavoratori formalmente autonomi.

Il G20 non è altro che l’ennesima inutile passerella, facendosi nuovamente portatore di un’idea malsana che lega il diritto alla salute al profitto aziendale, come se sulla salute delle persone si possa speculare come in una normale azienda privata. Logiche, queste, che conducono sempre allo stesso risultato: il taglio delle spese per “far quadrare i conti”. Lo abbiamo visto con mascherine, camici e dispositivi di protezione individuale, considerati spese inutili; ma anche nei salari inadeguati del personale medico ed infermieristico, nella logica delle esternalizzazioni dei servizi (vedi quelli della sanificazione e pulizia degli ospedali) che da un lato “alleggeriscono” i bilanci delle aziende ospedaliere, dall’altro aggravano i costi complessivi della sanità e precarizzano i lavoratori e le lavoratrici del settore.

La sanità (italiana ma non solo) è allo sbando. La pandemia sembra non aver insegnato niente a chi ci governa, troppo impegnato a lucrare profitti sul nostro diritto alla salute. Non è un caso che, dietro la gestione delle aziende ospedaliere, delle regioni e delle burocrazie si scoprano di continuo scandali – non ultima la Regione Siciliana – e corruzione.

Per queste ragioni l’Unione sindacale di Base ha convocato per venerdì 21 maggio uno sciopero di tutto il comparto sanità (pubblico, privato, in appalto) per protestare contro un vertice che puzza di passerella e di farsa.

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