Catania, Rula Jebreal: le donne stanno tracciando la strada verso il futuro

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La giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice italo – israeliana da anni è impegnata nella battaglia per la parità di genere, la discriminazione e l’inclusione delle minoranze in un mondo giusto e democratico.

Durante la giornata di ieri pomeriggio a Catania l’auditorium Giancarlo De Carlo del Monastero dei Benedettini ha ospitato una conversazione con Rula Jebreal, autrice del libro “Il cambiamento che meritiamo”, pubblicato in Italia da Longanesi editore. L’evento è stato realizzato in collaborazione con la XI edizione di Taobuk Festival di Taormina che si terrà dal 17 al 21 giugno.

A presentare l’incontro la giornalista Rosa Maria Di Natale che durante l’intervista ha definito il libro di Rula Jebreal uno “strumento” in grado di trasformare la “rabbia” che traspare dalle pagine in un messaggio costruttivo: << È una rabbia di chi le parole non vuole tenerle per sé ma ricostruirle per consegnarle agli altri ricche di significato >>. L’autrice è cresciuta in medio oriente, in un paese dove le donne hanno difficoltà a far valere i propri diritti e dove viene impedito loro di ricevere una corretta istruzione. Proprio per questo motivo Rula Jebreal ha invitato i ragazzi e le ragazze presenti in auditorium a farsi promotori del cambiamento in un Paese come l’Italia dove la dialettica democratica è viva.

La discriminazione nei confronti delle donne e delle minoranze è una questione urgente che va risolta nell’immediato, non si dovrebbe più dibattere sulla questione della parità di genere nel XXI secolo a detta dell’italo – israeliana. L’autrice ha esordito con queste parole prima di iniziare a raccontare la sua storia: << Il cambiamento è possibile, accade. Sono fuggita dal mio paese d’origine perché non riuscivo a pensare al mio passato. Sono riuscita a raccontarmi solo dopo aver ascoltato le donne “sopravvissute”. Mi riferisco alle vittime di volenza con quest’appellativo perché la memoria di uno stupro o delle ingiustizie subite non va mai via >>. Il libro è un “manifesto di parole” mediante cui Rula Jebreal si difende e si esprime: sono la sua arma più potente. Il racconto prende vita a partire dalla storia della sua famiglia nel primo capitolo. Racconta della madre Nadia, stuprata dal padrigno e morta suicida, della nonna e della sorella per poi ricordare gli anni trascorsi in orfanotrofio.

<< Vorrei ringraziare i giovani – dichiara Rula Jebreal perché in voi vedo il futuro che vorremmo in Italia, questo libro è per voi, parla a voi perché la vostra generazione non deve subire quello che abbiamo subito noi. Voi giovani dovete alzare la voce e pretendere il cambiamento. I numeri che leggiamo nei task force o nei social media non sono un’opinione, riflettono l’immagine di un paese che discrimina le donne che vengono denunciate solo per aver parlato della loro storia o per aver ispirato altre donne. Dobbiamo pretendere la parità in ogni campo. Ad oggi è evidente l’esistenza di un muro di ostilità nei confronti delle donne che cercano di creare un dialogo ed una rappresentanza diretta. Ogni 72 ore una donna viene stuprata ed uccisa. Le donne devono essere credute quando denunciano >>.

Al termine della conversazione Antonella Ferrara, presidente e direttore artistico di Taobuk Festival di Taormina, ha consegnato a Rula Jebreal una targa di ringraziamento. A mediare l’incontro sono intervenuti il Magnifico rettore dell’Università degli Studi di Catania Francesco Priolo, il direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche Marina Paino e la delegata d’ateneo alle pari opportunità Adriana Di Stefano.

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