Scuola e Rete Civica della Salute: la “rete” per diventare cittadini informati

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Il 2020 ha segnato una pagina importante e purtroppo tragica della nostra storia. Gli effetti della pandemia, come sappiamo, hanno influito nella nostra quotidianità, nel nostro senso di appartenenza a una società composta da relazioni e connessioni sociali.

Riceviamo e pubblichiamo.

La connessione sta alla base del senso della “Rete Civica della Salute”, la quale crea un collegamento permanente tra la domanda di salute e gli operatori del Servizio Sanitario Regionale.

La RCS si articola su due livelli operativi: il primo livello è costituito dai “cittadini informati”, cioè da coloro che ricevono le “pillole” sulla salute; al secondo livello appartengono i “Riferimenti Civici della Salute”, ossia enti riconosciuti dal “Servizio Sanitario Regionale”, presenti in ogni comune di residenza, i quali permettono di partecipare al miglioramento del servizio sanitario siciliano.

Attraverso il “Percorso Per le Competenze Trasversali e l’Orientamento” (PCTO), noi studenti dell’Istituto Polivalente Valdisavoia di Catania abbiamo conosciuto questa realtà di collegamento tra il cittadino e il sistema sanitario.

Attraverso incontri con alcuni componenti della Rete Civica della Salute abbiamo avuto modo di conoscere vari aspetti di questa “Rete”, tra gli altri, quello riguardante l’importanza del diritto alla salute, che abbiamo approfondito anche attraverso il colloquio con uno psicologo.

Punto centrale del dibattito è stata la pandemia da Covid19 che ha travolto il mondo con violenza improvvisa e ha sconvolto modi di vivere e abitudini che, proprio perché davamo per scontati, venivano sottovalutati nella loro preziosità.

Il distanziamento sociale, infatti, ha pesato enormemente sulla vita di noi giovani e ha avuto ripercussioni psicologiche negative, aggravate dalla precarietà del presente e dall’incertezza del futuro, oltre che dalla crisi economica che per molti è stata un’altra piaga non meno grave che continua a segnare in modo particolare la nostra Sicilia.

Dagli incontri con la Rete Civica della Salute è emerso che per affrontare questa crisi sono necessari la consapevolezza della condizione che stiamo vivendo e la responsabilizzazione da parte di ciascuno di noi, nessuno escluso.

La “RCS”, quindi, svolge un’importante opera di supporto toccando più aspetti della salute fisica e psichica. Per questo motivo è fondamentale che la conoscenza di questa struttura coinvolga sia il mondo degli adulti che quello adolescenziale.

Proprio dai giovani è necessaria la spinta maggiore, poiché chiaramente protagonisti negli anni futuri, ma soprattutto ora come non mai al centro di cambiamenti improvvisi come, ad esempio, l’uso della didattica a distanza come strumento di emergenza a causa della pandemia.

In questo senso la “Rete Civica della Salute” rappresenta una necessità immediata e futura, un approccio diverso tra i cittadini e le istituzioni, che potrebbe migliorare vari aspetti della salute del singolo e di riflesso rendere tutti protagonisti del bene comune.

Ovviamente fondamentale alla “RCS” è il supporto informatico, infatti attraverso l’iscrizione al sito “https://www.retecivicasalute.it” è possibile diventare facilmente “cittadino informato” e acquisire buona parte degli strumenti resi disponibili dalla “RCS”.

Gli studenti sono stati seguiti dalla dirigente dell’Istituto Valdisavoia di Catania, Anna Maria Di Falco,  dal coordinatore regionale di RCS, Pieremilio Vasta, dalla prof. Maria Genchi, dalla psicologa Lucia Privitera e dalla dirigente dell’Asp di Catania, Gabriella Barrica.

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