Paternò, presentato “Il più bel giorno della mia vita” -VIDEO

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Un “libro-strumento” per combattere e denunciare la violenza di genere.

Ieri pomeriggio la biblioteca comunale Giovan Battista Nicolosi di Paternò ha ospitato la presentazione del romanzo “Il più bel giorno della mia vita” scritto dall’autrice, artista e giornalista etnea Pina Mazzaglia, edito dalla casa editrice Prova D’Autore.

Il racconto è ambietato nella fittizia Carpelani e narra di due famiglie siciliane in forte contrapposizione. Lo scopo del libro è quello di riuscire a superare, attraverso la lettura, gli steriotipi di genere che vertono sulle posizioni più subordinate della donna. “Questo romanzo è un’avvincente affresco storico del costume che ha caratterizzato almeno i primi tre quarti del Novecento (…) una cronaca giorno per giorno di una realtà seguita a un ordinario matrimonio”.

L’incontro è stato moderato dal giornalista Daniele Lo Porto. Presenti in sala il sindaco Nino Naso, l’assessore alla cultura comunale Rosanna Natoli, la responsabile ai servizi sociali Concetta Conti, l’assessore ai servizi sociali Francesca Chirieleison, il poeta, saggista e scrittre Mario Grasso nonchè direttore letterario della casa editrice Prova D’Autore, Maria Lucia La Ferlita, voce narrante che ha interpretato alcuni estratti del libro, Rosaria Lopez dell’associazione Onlus Thamaia, Vera Squatrito mamma di Giordana Di Stefano e Giovanna Zizzo mamma della piccola Lauretta.

Le due mamme sono portatrici di un messaggio di speranza per le future generazioni affichè quello che è successo alle loro figlie non riaccada mai più. Le testimonianze ed il racconto della storia di Giordana, mamma e ballerina uccisa a 20 anni dall’ex convivente con 48 coltellate nel 2015 e di Lauretta uccisa a 11 anni dal padre che non aveva accettato la fine del suo matrimonio nel 2014, mirano alla sensibilizzazione verso il femminicidio e la violenza di genere. Un appello doloroso che vuole incoraggiare le donne a denunciare ed a lasciare il partner al primo campanellino d’allarme. Per poter far ciò è importantissimo il lavoro svolto dai centri d’ascolto ma ancor di più quello svolto dalla legge che deve adottare delle misure specifiche volte alla prevenzione ed alla maggior tutela delle vittime.

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