Città Metropolitana, Pogliese delude

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Sulle progressioni Verticali nella Città Metropolitana di Catania: L’Amministrazione disattende ancora le aspettative dei dipendenti

Riceviamo e pubblichiamo.

Nel lontano aprile 2020 scrivevamo al Sig. Sindaco (per conoscenza ai sindacati e ai dirigenti) definendo ancora una volta “deludente” l’operato dell’Amministrazione della Città Metropolitana di Catania, decisa a continuare ad ignorare la situazione aberrante che vivono ormai da decenni i cosiddetti “DECLASSATI”, cioè coloro che, pur di non perdere il posto di lavoro, hanno accettato di rinunciare alla propria categoria (D e C) e di farsi assumere in categoria B (pur continuando a svolgere il lavoro delle mansioni di provenienza con la professionalità posseduta e acquisita) sotto la falsa promessa del ritorno, in un non lontano futuro, tramite le PROGRESSIONI VERTICALI, alle proprie categorie originarie. Politici bugiardi, dirigenti “pilateschi” e sindacati “distratti”.

Dopo la nostra lettera c’è stata una qualche reazione, con il seguito di parole di impegno e promesse: parole, parole, parole ……

A più di un anno di distanza la situazione è ancora peggiorata: l’OIV ha bocciato il Piano della Performance (per scarsa attenzione dei dirigenti) e così anche per quel piccolo riconoscimento economico che è la produttività dovremmo rivolgerci alla giustizia, esattamente come stiamo facendo per i famosi buoni pasto che attendiamo invano dal 2017 e per i quali siamo in attesa che un giudice si esprima in merito. Che dire?

Questa dei Buoni pasto è proprio una commedia popolare: i dirigenti dicono che non ci sono soldi per comprarli, nonostante si facciano ancora i due rientri pomeridiani, però i soldi li trovano per fare 21 Posizioni Organizzative (i vice dirigenti) e oggi si vocifera che ne vogliono almeno altre dieci perché tantissimi Funzionari di Categoria D sono andati e stanno andando in pensione e non saranno sufficienti i quattro Funzionari chiesti in mobilità da altri enti. Si parla, anche, dell’arrivo di quattro dirigenti provenienti dal Comune di Catania. Però si continua a non fare le progressioni verticali per quella gran parte di personale che in questi anni con impegno e professionalità ha retto e sostenuto questa povera Città Metropolitana traballante. Che dire?

Qui, come dicevamo, si va avanti con i ricorsi alla giustizia, ad esempio i famosi “doposcuolisti”, lavoratori del Comune di Paternò, per i quali gira voce che a breve beneficeranno della sentenza che stabilirà la loro definitiva assunzione nella Città Metropolitana di Catania. Che dire?

Oltre a ciò, un altro ricorso ha avuto buon fine, anche se non si capisce bene. Riguarda gli altrettanto bistrattati (si fa per dire, in quanto godono degli stessi benefici economici, e non solo, del personale di ruolo) “contrattisti” per i quali i giudici hanno riconosciuto che hanno subìto un torto nell’essere stati lasciati per oltre un decennio nel precariato. A seguito di tale sentenza l’amministrazione deve sborsare una somma pari a 12 mensilità per ognuno ritenendo che, “….non potendo vantare un diritto alla stabilizzazione nell’inquadramento posseduto, agli stessi deve essere riconosciuta la tutela risarcitoria per il c.d. danno comunitario…”. Infatti, pare che gli stessi dirigenti che dicono che non ci sono i soldi per i buoni pasto si siano premurati a impegnare la bella somma di € 250.000,00 per questi precari di lusso . Che dire?

Detto ciò, il personale che aspetta le Progressioni Verticali e, soprattutto, il popolo dei declassati (ormai lavoratori “atipici” e tuttofare da poter sfruttare in questo “Ente non Ente” che si trova ancora senza una guida a causa della mancanza delle tanto acclamate e rinviate elezioni di secondo grado) non sa a quale santo possa rivolgersi. Oggi corriamo il rischio reale di dar luogo ad una guerra tra colleghi che può anche degenerare dallo scontro verbale al vero e proprio scontro fisico, cosa che nessuna persona perbene vorrebbe.

Al momento l’unica cosa che possiamo fare è denunciare alla collettività questa situazione di cattiva amministrazione, assenza di una politica ragionevole e di una giusta azione sindacale, e totale disattesa delle legittime aspettative del personale che quotidianamente si impegna a svolgere il lavoro nell’interesse degli utenti e della comunità intera.

Il Coordinamento dei dipendenti della Città Metropolitana di Catania

 

 

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