Politica, Totò mostra i muscoli

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L’ex presidente della Regione, dopo una lunga preparazione dietro le quinte,  torna in piazza per parlare di politica e tenta un’operazione che sembrerebbe impossibile: resuscitare la Democrazia Cristiana. 

 

Forse è stata solo una prova generale di campagna elettorale in vista delle elezioni regionali, certo è che a Gela, scelta che non sarebbe casuale, Totò Cuffaro è tornato a mostrare i muscoli del grande centro e anche la tradizionale forma, tonda, fisica, che è la cartina di tornasole di una ritrovata forza ed equilibrio. E di un equilibrio politico che l’ex governatore vuole riportare al centro, dopo i mal di pancia dell’elettorato che hanno alimentato la protesta grillina, la quasi scomparsa della sinistra in termini di proposta e di riformismo e l’avanzata della destra, più a destra che al centro.

La Democrazia Cristiana, insomma, torna nelle piazze, nei dibattiti politici, sulla spinta del “Noi ci crediamo”, presto – lo prefigura Cuffaro – nelle urne e di conseguenza nei palazzi istituzionali. A Gela, ieri,  il primo test, di una aggregazione giovane, formata negli ultimi anni dalla scuola di formazione politica,  di uomini già esperti  di partiti e e schieramenti e tante donne accanto al governatore, come donna dovrebbe essere la sua candidata alla presidenza della Regione. E, in tanti, hanno notato una assenza importante, che potrebbe essere solo strategica, per non scoprire troppo in anticipo le carte, di una personalità, forte e di notorietà internazionale, che viene identificata per gelese pur avendo origini e attuale residenza in altra provincia: Silvana Grasso. Cuffaro, nel suo intervento squisitamente politico, ha escluso qualsiasi possibilità di dialogo con i grillini ed ha preferito non esprimersi sul governo Musumeci.

Dal ritorno della nuova Democrazia Cristiana agli eredi della vecchia Dc, da Gela a Catania dove già si delineano alcuni movimenti. Giuseppe Lombardo, assessore comunale ai Servizi sociali, nipote dell’autonomista Raffaele, ex presidente di Provincia e Regione, dovrebbe dimettersi a breve, proprio in vista della prossima corsa verso l’Assemblea regionale. Candidato sarebbe anche Giuseppe Castiglione, già sottosegretario all’Agricoltura e ultimo presidente della Provincia regionale di Catania, che dopo le oscillazioni a sinistra con il Nuovo centro  destra di alfaniana memoria, adesso pende di nuovo sul fronte forzista. Anche il politico brontese è un discendente della vecchia Democrazia cristiana e non ha risparmiato frecciate proprio a Totò Cuffaro. Ma queste candidature sono, al momento, solo la punta dell’iceberg.

Daniele Lo Porto

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