Belpasso, VIII Simposio Internazionale di scultura in pietra lavica

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Riparte il progetto “Belpasso città delle 100 sculture” con l’innaugurazione dell’affascinante kermesse artistica – dopo due anni di fermo – presso la cava dei Fratelli Grasso di Belpasso. 

L’ottavo Simposio Internazionale della città di Belpasso ha avuto inizio ieri mattina presso la cava dei Fratelli Grasso, maestri scalpellini da due generazioni. Le cinque sculture in programma andranno ad arricchire la preziosa collezione, aggiungendosi alle quarantotto già collocate nelle vie e piazze del comprensorio. Le opere verranno ultimate e consegnate entro il 3 ottobre inserendosi nel progetto “Belpasso città delle 100 sculture”, promosso nel 2014 dall’amministrazione Caputo in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania.

La cava sarà aperta a tutti gli artisti, gli appassionati ed i curiosi. I cittadini potranno così visionare dal vivo l’arte che pian piano prende vita; i grandi blocchi di pietra lavica, collocati accanto ai bozzetti degli scultori, diventeranno bellissime sculture.

Di seguito una breve descrizione delle opere che gli scultori consegneranno al paese:
“Il potere di Asclepio” della neerlandese Karin Van Hommeren. La scultura rappresenta il serpente di Asclepio (simbolo greco) che poteva guarire le persone e riportare in vita i morti, bevendo dalla ciotola di Igea. Il serpente è comunemente rappresentato attoricigliato ad una verga (bastone) ed è simbolo dei medici.

“Una finestra aperta” della greca Shekine – Despoina Nainti. Il progetto è ispirato alla pandemia del Covid – 19. L’opera presenta rigorosi elementi geometrici ed architettonici che si riferiscono a case con finestre gialle, creando una sensazione familiare ma anche soffocante. A metà della forma c’è uno spazio aperto, “una finestra aperta”, un respiro, un passo, una speranza.

“Volumi bilanciati” del rumeno Mogoșanu Petre Virigiliu. L’Universo e la Terra sono in continua evoluzione. La materia in qualsiasi forma si muove, cambia, si decompone e ricompone dall’interno verso l’esterno a seconda delle forze che interagiscono. Le tensioni, i movimenti e l’equilibrio di questa scultura sono il risultato di ciò che accade alla materia se prendiamo una piccola particella per filrmarla al microscopio.

“Creazione continua” del grego Rafael Llioniu. Questa scultura rispecchia il tema del Simposio: “L’Etna e i suoi miti”. L’artista ha avuto l’idea di creare un’opera con riferimeto al Mito di Encelado che, sepolto sotto il vulcano Etna, muovendosi e gemendo provoca eruzioni laviche e terremoti. Le forme che compongono la scultura sono il cerchio, il vuoto interiore e la forma ellittica/ovale che simboleggiano la nascita e la ripetizione.

“Centona” dell’italiano Calogero Arcidiacono. Questa scultura è un omaggio al commediografo Nino Martoglio nel centenario della sua morte. L’opera è stata concepita come testimonianza di tutto ciò che Martoglio è stato per la sua terra e per la cultura in generale. La scultura è articolata come un tavolo, un altare eretto al poeta scomparso. Su di esso poggia la Sicilia, scenario delle sue idee, testimone dei suoi personaggi; terreno fertile dei suoi successi e fallimenti. La superficie è resa vibrante come i suoi racconti ricchi di dettagli e forti di sentimento. Vi sono due elementi che distinguono il lavoro del poeta: da una parte spighe di grano in ottone (lavoro del popolo contadino) e un cilindro (tipico indumento della borghesia catanese dell’epoca).

A presenziare l’inaugurazione il sindaco Daniele Motta, il vicesindaco con delega alla Cultura Tony Di Mauro, l’Accademia di Belle Arti di Catania, il Presidente della Fondazione Margherita Bufali di Belpasso, lo storico Luciano Signorello, il Presidente della Pro Loco di Belpasso, Tony Carciotto, insieme ai volontari del Servizio Civile Universale 2021/2022.

Il Professore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Giuseppe Frazzetto, ha dichiarato: << La pietra lavica è simbolica dato il periodo storico che stiamo vivendo a causa dell’avvento della pandemia. La pietra lavica è ciò che rilascia l’eruzione vulcanica; è una storia di distruzione e rinascita così come la nostra vita post pandemia. Una delle missioni dell’Accademia è rafforzare il legame con il territorio e quale miglior occasione di questa. Belpasso è un polo di arte pubblica >>.

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