“Norma”, prima esecuzione critica mondiale in diretta su Rai5

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Regia di Davide Livermore, direttore Fabrizio Maria Carminati Catania, Teatro Massimo Bellini, giovedì 23 settembre ore 21, nell’ambito del programma Bellininfest.

C“È un gioco teatrale che ci restituisce una figura straordinaria dell’Ottocento, Giuditta Pasta, che è stata una star inimmaginabile, anche se non se ne parla tanto e non è un personaggio di cui ci sia una conoscenza condivisa ed importante. Noi la racconteremo attraverso l’impostazione scenica che ci porta nella sua casa lombarda, in un interno borghese ottocentesco, in cui lei sta per morire. Sono gli ultimi attimi della sua vita in cui, febbre e delirio, la portano a rivivere uno dei momenti più importanti della sua vita, quel 26 dicembre del 1831 al teatro alla Scala dove interpretò Norma che adesso si manifesterà nel suo salotto di casa. Ad un certo punto le pareti si scioglieranno e torneremo a vivere quel momento con quella recitazione antica, decisamente voluta, come omaggio a quell’arte antica ma sempre emozionante e struggente. Sono estremamente orgoglioso e grato di essere a Catania per questa produzione del Bellininfest all’interno di un teatro meraviglioso come il Teatro Massimo Bellini che definisco uno strumento di rara perfezione acustica”. Così, il regista Davide Livermore, spiega la “sua” Norma, inedita, classica e innovativa al tempo stesso, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina al PalaRegione, a Catania.

“Catania ha grande volontà di risorgere e lo dimostra, innanzitutto, con il suo teatro massimo, con la passione e la professionalità che contraddistingue tutto il personale. Il “Bellini” ha sofferto e tanto nel passato, ma adesso ha ritrovato tutta la dignità e la qualità artistica e istituzionale che merita – ha aggiunto Fabrizio Maria Carminati, direttore artistico del teatro e del “Bellininfest” – . Questa edizione di “Norma” segna il ritorno ad un certo tipo di teatro che mi appassiona e spero possa essere proposto con sempre maggiore frequenza. E’ una edizione integrale, privo di tagli, anzi con qualche battuta aggiunta. E’ un’opera difficile che alterna bruschi passaggi dalla melodia all’impeto guerriero, che lacera come artigli di aquila, gli interpreti e gli spettatori”.

Sempre sul piano artistico si è soffermato il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: “In prima assoluta mondiale ammireremo la” Norma” di Davide Livermore con la sua regia critica e innovativa, infatti per la prima volta all’interno del Teatro massimo Bellini di Catania entreranno dei ledwall e tutta la tecnologia moderna che ci auguriamo possa avvicinare ancor di più il pubblico di giovani”. La sinergia virtuosa di più Enti e Istituzioni ho prodotto un doveroso, ma sentito e genuino, omaggio al genius loci, suscitando nuovi interessi e rinnovata sensibilità”.

“Abbiamo rilanciato l’offerta culturale della Sicilia sui canali internazionali, grazie ad una perfetta macchina organizzativa, animata da grande passione, ad artisti e professionalità di altissimo livello. I risultati si vedono. E’ una grande soddisfazione verificare giornalmente l’apprezzamento per il “Bellininfest” che sognavo già da presidente della Commissione cultura del Comune di Catania anni fa. Il sogno si è realizzato ed è destinato a proseguire perché stiamo già definendo le due prossime edizioni”, sottolinea Manlio Messina, assessore regionale al Turismo, che ha anche rappresentato il presidente Nello Musumeci, impegnato in un altro incontro istituzionale.

“Come ha detto il regista Livermore “certe cose in alcuni luoghi della terra non si studiano ma si sentono”. Un po’ quello che è successo per questo festival, un enorme progetto d’arte per omaggiare il nostro Cigno

catanese. E abbiamo dato l’opportunità, a tutte le professionalità che operano nel mondo dello spettacolo e della cultura, dai tecnici agli artisti, di tornare su un palcoscenico ad esprimersi, ad emozionarsi ed emozionare, dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza sanitaria. Ci tengo anche a ricordare – aggiunge Barbara Mirabella, assessore comunale alla Cultura – che come assessorato alle politiche scolastiche, abbiamo previsto un progetto che ci permetta di parlare ai nostri studenti di Bellini e del teatro”.

Pietro Grignani, infine, in rappresentanza di RaiCom, “Norma” andrà in diretta su Rai5, esalta il rapporto di collaborazione tra Rai e Regione Siciliana che si sono posti un piano strategico di ampio respito, che non si conclude con l’appuntamento del 23 settembre, ma tende a valorizzare, nel tempo e nello spazio, il patrimonio culturale e artistico di Bellini, di Catania, del territorio.

I biglietti disponibili per “Norma”, ben pochi rispetto alle attese degli spettatori, saranno in vendita già da domani.

Norma come non l’abbiamo mai ascoltata, in purezza, sapendo che il dado della filologia è tratto e da ora in poi comanderà l’autografo. Norma raccontata attraverso la visione di uno dei maggiori registi contemporanei, diretta e cantata da un cast stellare. Celebrato capolavoro di Vincenzo Bellini, tappa miliare del teatro musicale, l’opera sarà eseguita per la prima volta in edizione critica e montata in un nuovo allestimento che è già al centro dell’attenzione mediatica. Un evento che la vasta platea televisiva potrà seguire in diretta su Rai5 dal magnifico Teatro Massimo Bellini che la città natale ha intitolato al compositore. È questa l’ambiziosa, esclusiva proposta con cui prosegue il ricco calendario del Bellinifest, promosso e lanciato quest’anno dalla Regione Siciliana, compiendo una precisa scelta identitaria nel segno del sommo genius loci, una manifestazione subito premiata da una rapida ascesa, grazie ai successi riscossi con la fitta serie di appuntamenti itineranti tra Catania, Messina, Taormina.

In particolare, l’operazione legata a Norma è stata illustrata nella conferenza stampa odierna dall’assessore regionale al turismo, sport e spettacolo Manlio Messina, delegato dal presidente Nello Musumeci, insieme all’assessore alla Cultura del Comune di Catania Barbara Mirabella, in rappresentanza del Sindaco Salvo Pogliese, presidente del Teatro, presenti, inoltre: il regista Davide Livermore, metteur en scene tra i più prestigiosi e originali dell’ultimo ventennio; il commissario straordinario del Teatro e dirigente del servizio comunicazione del Dipartimento regionale del Turismo, Sport e Spettacolo Daniela Lo Cascio; il sovrintendente del Teatro Giovanni Cultrera di Montesano; il direttore artistico del Bellininfest e del Teatro Fabrizio Maria Carminati; il direttore del settore “Accordi, bandi e partnership” di Rai Com Pietro Grignani; la project manager del Bellininfest Gianna Fratta e la compagnia di Norma.

Proprio nel giorno dei 186 anni dalla morte del musicista, la tragedia lirica su libretto di Felice Romani sarà programmata nell’inedita messinscena di Livermore, qui focalizzato a far decollare musica e dramma immaginando la leggendaria creatrice del ruolo ormai morente, travolta dalle emozioni nel rievocare la première del 26 dicembre 1831 alla Scala di Milano. Scritto da Bellini per il “carattere enciclopedico” della prima interprete, Giuditta Pasta, il personaggio di Norma rappresenta una delle vette più impervie del repertorio lirico di tutti i tempi: ne era consapevole Bellini, come lo era la Pasta, lo sanno tutti i teatri, al momento di programmare l’opera: e sulla figura della belcantista lombarda ruota la lettura del regista torinese, artista di prima grandezza che vivo apprezzamento ha riscosso questa estate al Teatro Greco di

Siracusa con Coefore / Eumenidi di Eschilo come al Rossini Opera Festival con Elisabetta, regina di Inghilterra. È sempre lui ad avere firmato le ultime tre inaugurazioni del Teatro alla Scala, dove ritornerà – segnando un vero record – per la prossima apertura di stagione con Macbeth di Verdi. Livermore cura pure le scenografie insieme a Lorenzo Russo Rainaldi, con costumi e luci rispettivamente di Mariana Fracasso e Vincenzo Raponi. Sul podio Fabrizio Maria Carminati, che – come abbiamo anticipato – utilizzerà per la prima volta l’edizione critica della partitura che Roger Parker sta realizzando per Ricordi. La produzione è del Teatro Massimo Bellini, che dispiega Orchestra e Coro, quest’ultimo istruito da Luigi Petrozziello, senza dimenticare tecnici e personale amministrativo. Firma la regia televisiva Barbara Napolitano. Lo spettacolo sarà introdotto da Serena Scorzoni e Stefano Vizioli.

Di primo piano il cast internazionale, capitanato dal soprano lituano Marina Rebeka nel ruolo del titolo. Applaudita al Festival di Salisburgo, al Teatro alla Scala e alla Bayerische Staatsoper, ha collaborato con direttori come Riccardo Muti, Antonio Pappano e Zubin Mehta, dedicandosi a un vasto repertorio che spazia da Mozart a Verdi, da Rossini a Puccini, passando per Donizetti e Čajkovskij. Accanto a lei sono impegnati il tenore rumeno Stefan Pop (Pollione), beniamino del pubblico dei maggiori teatri del mondo; il mezzosoprano Asude Karayavuz (Adalgisa), uno dei nuovi talenti provenienti dall’Accademia Rossiniana di Pesaro, già acclamata in Moïse et Pharaon al ROF 2021 e nel Barbiere di Siviglia all’Opera di Roma; il rinomato basso Dario Russo (Oroveso), il mezzosoprano Tonia Langella (Clotilde) e il tenore Saverio Pugliese (Flavio).

La diretta su Rai5 fa parte di un accordo molto più ampio, che prevede la presenza della Regione Siciliana all’interno di molti programmi della Rai e la realizzazione di puntate interamente dedicate alla Sicilia, come ad esempio Linea Verde e Linea Blu. Una joint venture, una collaborazione sicuramente molto proficua tra due istituzioni, due enti pubblici, Rai e Regione; è perciò allo studio un percorso di valorizzazione del programma See Sicily e – più in generale – del territorio, mirato e ponderato per il rilancio dell’isola.

L’edizione catanese sarà pure incisa in cd, mentre proprio nel corso del festival è stata presentata l’incisione del Pirata realizzata lo scorso anno. L’intero progetto è stato fortemente voluto dal direttore artistico Carminati, che già dal 2020 – nonostante l’emergenza pandemica – sta lavorando sul doppio versante della ripresa scenica e della registrazione discografica dei titoli belliniani.

La programmazione ventura fino al 6 ottobre – Il festival è promosso con ampio respiro dalla Regione Siciliana, che così riconosce e assegna a Vincenzo Bellini il ruolo di ambasciatore della Sicilia e del suo mèlos, in forza di quel linguaggio universale che è la Musica, in una vision di incremento del turismo culturale. Inaugurato il 6 agosto, ma con un’anteprima già in luglio, il cartellone itinerante proseguirà fino al 6 ottobre, con una ricca offerta destinata a residenti e turisti. E mentre non si è ancora spenta l’eco degli exploit registrati grazie ad artisti del calibro di Riccardo Muti e Placido Domingo, ecco che il Bellininfest si proietta a ritmo serrato lungo tutto il mese di settembre e fino alla prima settimana di ottobre, animando una kermesse in cui musica danza prosa cinema s’intrecciano e contaminano in stimolante dialogo, oggetto di incontri culturali e giornate di studio. Queste le linee di un progetto multidisciplinare e composito, fiore all’occhiello del Governo regionale guidato dal presidente Nello Musumeci e attuato attraverso l’Assessorato regionale del turismo, sport e spettacolo retto dall’assessore Manlio Messina. L’iniziativa ha catalizzato le sinergie del Comune e dell’Arcidiocesi di Catania e delle principali istituzioni teatrali e culturali non solo etnee: Teatro Massimo Bellini di Catania, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Vittorio Emanuele di

Messina, Università degli Studi di Catania, Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana, Fondazione Taormina Arte Sicilia, Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina.

All’interno di quest’articolata partecipazione istituzionale, il Teatro Massimo Bellini costituisce il principale attore di una nutrita programmazione, compito che l’ente lirico della città natale del musicista sta affrontando al meglio in virtù del risanamento e del rilancio avviato due anni fa dalla governance individuata dal Governo regionale nelle persone del commissario straordinario Daniela Lo Cascio e del sovrintendente Giovanni Cultrera. In tale visione il Bellininfest condivide con il teatro lirico etneo la figura del direttore artistico, il maestro Fabrizio Maria Carminati, bacchetta internazionale di chiara fama, mentre il coordinamento dell’attività è in capo alla project manager Gianna Fratta, altresì direttrice d’orchestra dalla luminosa carriera e in atto responsabile della direzione artistica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana.

Nella sua varietà, il cartellone di questa prima edizione segue il sottile ma persistente fil rouge che lega proposte e riflessioni intorno ad uno dei massimi capolavori dell’intero repertorio operistico: infinite appaiono infatti le declinazioni e le riflessioni riconducibili alla partitura di Norma, che, come si è detto, verrà eseguita per la prima volta in edizione critica con corredo di tavole rotonde, approfondimenti filologici, ma anche rivisitata attingendo a piene mani alle trascrizioni ottocentesche e contemporanee, fino alle riletture jazz.

Concerti – Numerosi e di indubbia valenza i concerti del Bellininfest in un susseguirsi di gala e recital sinfonici e da camera. Dopo l’anteprima di luglio al Teatro Antico di Taormina affidata a Riccardo Muti alla testa dell’Orchestra Cherubini, già ai primi di agosto con il recital di Lisette Oropesa – e fino a metà settembre – la sede delle esecuzioni si è spostata nel capoluogo etneo alla Villa Bellini, messa a disposizione dal Catania Summer Fest promosso dal Comune.

Ricordiamo il concerto incentrato sulle trascrizioni belliniane eseguite dall’Orchestra Fiati del Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina, diretta da Lorenzo Della Fonte; la serata di gala «Mira, o Norma», esaustiva antologia della partitura, solisti vocali Marina Rebeka, Stefan Pop, Anna Goryachova e Antonio Di Matteo; direttore Carminati; Norma in Jazz, progetto dovuto alla penna di Paolo Silvestri con l’Orchestra Jazz del Mediterraneo e l’inimitabile tromba di Paolo Fresu, insieme a Dino Rubino e Marco Bardoscia. E ancora l’HJO Jazz Orchestra e l’Orchestra d’Archi del Teatro Massimo Bellini, direttore Benvenuto Ramaci, con il pianista e compositore Giuseppe Emmanuele e la cantante Anita Vitale: una locandina crossover – Bellini in Jazz & Classic in Swing – che ha ospitato gli interventi della Compagnia Colonna della coreografa Iliana Ciccarello. Molto apprezzate le due tappe di Belliniana, che hanno visto in primo piano la storica Orchestra a Plettro Città di Taormina guidata da Antonino Pellitteri, con il soprano Francesca Adamo Sollima (Taormina, Odeon, Catania, Cortile Platamone).

Fortuna e ricezione dell’opera di Bellini sono alla base del programma dell’Orchestra Sinfonica Siciliana, sul podio Michael Koehler. La direttrice artistica Gianna Fratta (che, s’è detto, coordina il Bellininfest in qualità di project manager) ha concepito un percorso in cui dai componimenti originali si approda al dovizioso repertorio di trascrizioni, nella specie dovute a Mercadante, Cavallini e Bottesini. Autentica fu poi

l’ammirazione che Wagner nutrì nei confronti di Norma, tanto da ispirarsi al finale per l’epilogo di Tristan und Isolde, qui riproposto quale vertice della letteratura romantica (26 settembre, Teatro Massimo Bellini).

Uno sguardo al passato, uno al futuro, con al centro Bellini, snodo nevralgico della cultura musicale europea: nasce da un progetto di Gabriele Ferro, bacchetta di chiarissima fama e alti meriti belliniani, il concerto dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, che associa due musicisti catanesi, Bellini e Aldo Clementi, a Franz Schubert, contemporaneo del primo. Voci soliste Gabriella Costa e Adriana Di Paola (30 settembre, Teatro Massimo Bellini). Il festival contempla anche il Primo Concorso internazionale di voci nuove “V. Bellini”, per il Concerto dei vincitori l’Orchestra del Teatro Massimo Bellini sarà diretta da Giuseppe Sabbatini, esperto didatta e già tenore dalla luminosa carriera. La serata include un omaggio belliniano in danza di Eleonora Abbagnato, étoile emerita dell’Opéra di Parigi, che sarà insignita del Premio alla carriera “Teatro Massimo Bellini” (2 ottobre, Teatro Massimo Bellini).

Un taglio specifico contraddistingue i concerti offerti dall’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Catania, dedicati ad aree della produzione del Cigno complementari a quella operistica. Il concerto di musica sacra è frutto di un’esemplare sinergia tra l’attività di ricerca dell’Ateneo catanese e quella performativa dell’Orchestra dell’Istituto e prevede – con la Messa in la minore per soli, coro e orchestra – la prima esecuzione assoluta di tre Tantum ergo composti nel periodo giovanile catanese, frutto di un apprendistato condotto sotto l’egida del padre Rosario e del nonno Vincenzo Tobia (1 ottobre, Basilica Cattedrale).

Agli allievi delle classi di Canto dell’Istituto sarà invece affidata l’esecuzione di tredici arie da camera: composizioni d’occasione destinate a essere eseguite nei salotti di tutt’Europa, nelle quali Bellini seppe condensare la bellezza della melodia con l’intensa espressività della sua “malinconica musa” (22 settembre, Teatro Sangiorgi). Infine il pianista Giovanni Bertolazzi proporrà una delle più celebri parafrasi: quella della cavatina di Norma, composta dal virtuoso del pianoforte Sigismund Thalberg in ossequio a una prassi di trascrizioni e riletture, ampiamente diffusa nel primo Ottocento (25 settembre, Teatro Massimo Bellini).

Prosa, musica, danza e altre contaminazioni – All’insegna di commistioni di linguaggi e generi, ma soprattutto di suggestione e poesia, è stata la novità assoluta Vincenzo e la luna, scritta e interpretata da Lilli Maria Ugolini, e con la partecipazione delle marionette d’arte di Cartura e del Musicainsieme a Librino Ensemble, orchestra d’archi nata alla periferia di Catania, da un progetto di inclusione sociale. Del pari inedita era Bellini Black Comedy, dall’eloquente sottotitolo Alterazione sonora e sensoriale in costante dialogo tra classico e contemporaneo, progetto originale di Simona Celi Zanetti, autrice di drammaturgia e regia. Affascinante e pieno di talento, il compositore muore da solo, all’apice del successo, in circostanze mai chiarite e in quella zona d’età comune alle grandi rock star.

Figura poliedrica di musicista e archeologo, direttore d’orchestra e intellettuale, Giuseppe Sinopoli, di cui ricorre quest’anno il ventesimo anniversario della prematura scomparsa, sarà al centro di un doppio tributo: il primo riguarda la presentazione del volume Il canto dell’anima. Vita e passioni di Giuseppe Sinopoli, scritto e curato da Gastón Fournier Facio (5 ottobre, Palazzo Biscari); il secondo è uno spettacolo composito, nato da un’idea di Antonino Rapisarda e realizzato su testi di Costanza DiQuattro per la regia di Giovanni Sinopoli: una Flânerie tra genio, mito e musica, intorno alla melodia belliniana e al magistero

orchestrale di Wagner, punto di congiunzione con la drammaturgia post-espressionista di Sinopoli. Da qui un dialogo impossibile tra Bellini e Wagner, interpretati rispettivamente da Mario Incudine e Tullio Solenghi. L’Orchestra del Teatro Massimo Bellini sarà diretta da Guido Maria Guida, legato a Sinopoli da un lungo sodalizio. A far rivivere i personaggi di Norma, Elsa e Lou Salomé (quest’ultima dà il titolo all’unica opera lirica composta dal maestro Sinopoli) sarà la vocalità sopranile di Francesca Sassu, qui affiancata dal baritono Franco Vassallo e dal basso Dario Russo (6 ottobre, Teatro Massimo Bellini).

Cinema – Fino al 31 ottobre alla Casa del Cinema di Taormina prosegue con grande successo la mostra Dolente immagine. Bellini al cinema a cura di Ninni Panzera: oltre settanta, rarissimi cimeli, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del Novecento, ricavati da film dedicati al Cigno etneo. Alla mostra è abbinata, dal 4 al 23 settembre, una retrospettiva di pellicole, dal muto ai film di Carmine Gallone, da Wernez Herzog ai nostri giorni. La proiezione avverrà in parte all’Odeon, in parte alla Casa del Cinema. L’intero progetto è prodotto e organizzato da Fondazione Taormina Arte Sicilia.

Bellini@Verdi 1801•2021 – Da sottolineare il ruolo dell’Università di Catania che partecipa al Bellininfest attraverso il Dipartimento di Scienze Umanistiche in cui hanno sede la Fondazione Bellini e il Centro Studi Belliniani. L’ateneo contribuisce alla rassegna col progetto Bellini@Verdi1801•2021, coordinato dalle docenti di Musicologia Maria Rosa De Luca e Graziella Seminara, organizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma. L’obiettivo è trattare il legame di continuità tra i due grandi compositori italiani alla luce del loro percorso formativo, delle rispettive drammaturgie e delle questioni filologiche poste dalla recezione delle loro opere nella lunga campata temporale tracciata dalla nascita di Bellini (1801) alla morte di Verdi (1901) e fino ai giorni nostri. Tali linee programmatiche si evincono dal fitto calendario di iniziative, a cui partecipano studiosi di fama internazionale, articolato in presentazioni di opere (Rigoletto e Norma), incontri scientifici e concerti. Info: bellininfest.it

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