Sigi, la confusione regna sovrana

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Foto: Salvo Giuffrida

Non ci sono stati i botti, come prevedibile, nella riunione dei soci Sigi che si è tenuta nella tarda serata di ieri. 

Tre gli argomenti discussi: ricapitalizzazione, gestione Torre del Grifo e nuovo Cda.

Sulla ricapitalizzazione è stata deliberata la somma di 3 milioni di euro da versare entro giugno per finanziare il Calcio Catania. Qui però è stata imposta una condizione: questa dovrà avvenire con il supporto di tutti i soci Sigi in modo proporzionale alle quote in possesso. In mancanza di ciò la ricapitalizzazione non potrà effettuarsi. Qui la domanda sorge spontanea: che succede se paradossalmente uno solo dei soci non vorrà contribuire? E pare che ve ne siano tanti ad aver sigillato portafoglio e conti correnti per quella che è considerata oramai una operazione suicida, insomma, solo a perdere e anche inutile per salvare la società. Quindi dire che si è verso il fallimento, non è più un eufemismo ma una realtà che sembra concretizzarsi sempre più.

Sulla gestione di Torre del Grifo, la confusione regna sovrana. La foresteria è affittata, ma senza contratto, praticamente in nero. A riferirlo è Federico Lo Giudice, direttore di Unica Sport. Oltre questo obbrobrio, è stata proposto, da Di Cavolo, un gruppo interessato ad affittare Torre del Grifo a condizioni precise.

Il punto sul CdA è stato rinviato. Quindi presidente di Sigi rimane Giovanni Ferrù, mentre come consiglieri rimangono Palma e il maggiore azionista di Sigi, Nicolosi. Altra stranezza.

 

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