Miniserie “Maid”: storia di violenza domestica e di rinascita

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Storia di un amore malato che accomuna molte donne la cui verità appassiona; una lenta rinascita fatta di sacrifici e rinunce in nome dell’amore per la figlia Maddy.

Maid – in italiano domestica – è il nome della miniserie statunitense di genere drammatico ispirata dal memoir di Stephanie Land Domestica in onda sulla piattaforma Netflix dall’1 ottobre, scritta e diretta dalla sceneggiatrice newyorkese Molly Smith Metzler.

La storia si dispiega nel corso di dieci episodi in cui Alex, giovane madre di venticinque anni, è in fuga dal suo compagno Sean che la violenta psicologicamente e che è stato al punto di violarla fisicamente ogni qual volta ha alzato il gomito. Sean tiene sotto scacco Alex impedendole di trasferirsi in Montana per frequentare un’università di scrittura ed opponendosi alla ricerca di indipendenza economica di lei dal momento in cui decide di abbandonare il tetto coniugale insieme alla piccola Maddy di soli tre anni. A quel punto la protagonista inizierà un percorso di “rinascita” in cui si ritroverà a “combattere” da sola non potendo contare sull’appoggio dei suoi genitori separati ed instabili. Alex sarà costretta a chiedere ospitalità in un rifugio per donne vittime di violenza e a lavorare come domestica per poter sbarcare in lunario.

Il percorso verso la libertà di Alex sarà lungo e doloroso. La giovane mamma avrà a che fare con il precariato, i sussidi familiari, le continue spese e gli affitti costosi che non può permettersi, l’irragionevolezza della burocrazia, le restrizioni legali e le sedute in tribunale per richiedere l’affidamento prima congiunto e poi esclusivo della bambina.

Il macro argomento che viene analizzato è la “violenza domestica”, una tragedia quasi silenziosa che si consuma quotidianamente tra le mura di casa. Tante le donne che hanno avuto delle ripercussioni sulla propria salute psicofisica a causa di partner “violenti” ed è proprio per questo che la serie si è posizionata seconda nella top ten della piattaforma streaming in Italia, subito dopo il K – drama Squid Game. Le puntate sprigionano un messaggio di speranza e riscatto, la protagonista è disposta a tutto per far sì che Maddy possa vivere una vita migliore così come tutte le mamme combattenti che si ritrovano a vivere la stessa amara verità narrata da Alex.

“Restare in casa non sempre è sicuro”. Questo è quanto confermato nel 2020 dall’avvento della pandemia Covid – 19 che ha registrato, durante il periodo di lockdown, un continuo aumento dei casi di violenza domestica. Pertanto, la serie può essere illuminante per tutte quelle donne che necessitano aiuto e che non trovano il coraggio di denunciare il carnefice. Seppur innegabile quanto il calvario a cui sono costrette le vittime di violenza sia insidioso vi sono diverse soluzioni. Ricordiamo il numero anti violenza e stalking 1522, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed attivo ventiquattro ore, insieme ai numerosi centri antiviolenza presenti sul territorio.

Di seguito la lista dei centri antiviolenza in Sicilia con recapiti telefonici:

  • For Life, Belpasso (Ct): 340 0681155;
  • Thamaia Associazione Onlus, Catania: 095 7223990, lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e il giovedì dalle ore 12.00 alle ore 16.00;
  • Centro Antiviolenza Galatea, Catania: 333 9000312, disponibile ventiquattro ore;
  • Centro Antiviolenza Orchidea, Mascalucia (Ct): 3405780381;
  • Associazione Donne Insieme “Sandra Crescimanno”, Piazza Armerina (En): 093 5982436, 3209440262;
  • CEDAV Centro donne antiviolenza ONLUS, Messina: 090 345143;
  • Associazione Le Onde ONLUS, Palermo: 091 327973.

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