Etna, “bombardare” di semi Monte Ilice: perchè?

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta. Il gruppo Etna del CAEM (Centro Ambiente Euro-Mediterraneo), ha ritenuto opportuno trasmettere una nota indirizzata al presidente dell’Ente Parco, in relazione alla concessione del Patrocinio.

Al Presidente del Parco dell’Etna
Dott. Carlo Caputo

Il 17 Ottobre 2021 un appello di un’associazione, rivolto ai “Guerrieri della Terra”, si
trasformerà in un intervento per recuperare un’area post-incendio. L’area è quella di
Monte Ilice, nel versante sud-orientale dell’Etna, interessata nell’Agosto scorso da un
incendio di vaste proporzioni. L’iniziativa “Bombardiamo di semi Monte Ilice” denota una
grande sensibilità delle coscienze attorno ai problemi degli incendi e delle tematiche
ambientali ma, a nostro parere, non è suffragata da obiettività scientifica.
É fatto consolidato, a livello scientifico, che il recupero di un’area incendiata parte
sempre da un monitoraggio in grado di circoscrivere l’area, la gravità del danno subito e
il tipo di bosco nella sua composizione specifica, strutturale e funzionale. Quasi sempre i
meccanismi di funzionamento dell’ecosistema bosco sono in grado di dare risposte nella
ricostruzione, attraverso meccanismi ormai noti di resilienza. La presente nota non si
dilunga su questi aspetti, peraltro suffragati in modo unanime dalle più autorevoli
società scientifiche del settore.
Questa nota vuole sottolineare che dietro il patrocinio rilasciato dall’Ente Parco dell’Etna
di fatto si cela mancanza di una attenta analisi scientifica, camuffando così le inefficienze
della politica regionale che poco si è spesa per dotare gli uffici e gli enti preposti degli
strumenti normativi, tecnici e finanziare necessari a mettere in atto efficaci misure di
prevenzione degli incendi boschivi dimostrando cosi scarsa considerazione per il
patrimonio boschivo della Regione, delle sue aree protette e degli enti preposti alla
gestione e al controllo.
“Bombardiamo di semi Monte Ilice” prendiamolo come utile slogan per sensibilizzare
l’opinione pubblica e per essa la politica regionale sulla indifferibile necessità di
difendere il patrimonio boschivo esistente da qualsiasi minaccia, come anche di
ricostituirlo laddove distrutto dal fuoco o da altri agenti, basando la ricostituzione su
progetti razionali, dentro le aree protette fondati su criteri naturalistici.
CAEM Centro Ambiente Euro Mediterraneo 1/3
Nota al Parco dell’Etna
La concessione del patrocinio, da parte dell’Ente Parco, ad iniziative ludico-turistiche, pur
nella buona fede dei proponenti, dà l’impressione che si cerchi di trasformare le aree
protette da Parchi naturali a parchi gioco.
Significativo l’ultimo focus sugli incendi prodotto dalla SISEF (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale) e il recente documento prodotto (il 4 Ottobre 2021) dalle seguenti Società scientifiche: Società Botanica Italiana (SBI), Società Italiana di Biogeografia (SIB), Società Italiana di Ecologia (SItE), Società Italiana di Scienza della Vegetazione (SISV), UnioneZoologica Italiana (UZI).
Si vuole evidenziare infine che le decine e decine di auto che si sposteranno da tutta la
Sicilia per dare sostegno all’evento, incideranno negativamente in termini di emissioni di
CO2 e di impatto sul traffico intorno all’area medesima.

Condividono il documento
Emilia Poli Marchese già Prof. ordinario di Botanica Università di Catania,
il Prof. Franco Tassi (Centro Parchi Internazionale) –
Prof. Franco Maria Raimondo (già Presidente Società Botanica Italiana)
Ing. Elio Arcoria
Prof. Antonino Benina
Dott. Daniela Cataldo
Riferimenti: Carmelo Nicoloso (Guida Naturalistica/Ambientale Escursionistica)
Salvatore Vinciguerra (Dottore Forestale)

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