Anche per il Teatro Stabile è la stagione della ripartenza

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Il segretario generale della Cisl catanese Maurizio Attanasio e il segretario regionale della Fistel Cisl Sicilia Antonio D’Amico evitano qualsiasi diatriba politica e credono che il dialogo  sia più importanti della ricerca di responsabilità passate.

Abbiamo, insieme, il bisogno di dare qualità e futuro al Teatro Stabile.
I segretari ricordano che nel 2017, anno in cui si è insediato l’attuale CDA al Teatro Stabile di Catania, è iniziato un importante ed impegnativo processo di risanamento economico, studiato e avviato dall’allora Commissario Giorgio Pace.
Lo scopo è stato di salvare e fare ripartire un teatro ormai condannato alla chiusura, a causa di un indicibile buco di 15 milioni di euro di debiti accumulato negli anni precedenti.
Tutti i lavoratori e il pubblico dello Stabile, conoscono questa “triste storia”, che per mesi ha rovinato la vita ai lavoratori stabili, distrutto professionalmente alcuni precari e attori, rovinato i rapporti con i fornitori.
Con grande impegno, senso del dovere e trasparenza con questa nuova governance, il teatro è uscito dal “medioevo” e tenta di ripartire nonostante tutte le difficoltà economiche, con un debito che si protrarrà ancora per anni e il covid-19.
Nonostante tutto, con lo sforzo del personale è stato ristrutturato l’immobile del Teatro.
Sono stati fatti tanti interventi di restyling, esterni ed interni proprio per dare un segno, al pubblico e a tutti i catanesi, della volontà di fare rinascere un istituzione importante di grande livello.
Dalla facciata al “Ridotto”, una sala polifunzionale aperta ad ogni attività culturale, da mostre espositive a piccoli spettacoli. È in corso un parziale restyling della sala, per accogliere il pubblico in maniera più dignitosa. E’ ripartita l’attività di laboratorio scenografico, una risorsa importante che fa parte della tradizione del TSC e che da l’opportunità di realizzare scenografie anche per altri teatri sprovvisti di laboratorio.
Altro nuovo traguardo raggiunto è stato quello di aver trovato una seconda sala, “il Teatro Futura” che in mancanza del Teatro Angelo Musco, teatro che il Commissario dovette decidere di lasciare, darà l’opportunità a tutto il comparto teatrale, maestranze, attori e registi, di poter fare spettacolo. Infatti è stata programmata una stagione teatrale, parallela a quella principale della sala Verga, per allargare l’offerta culturale ad un pubblico più vasto.
Tutto ciò ha fatto ritornare passione, speranza e dignità professionale ai lavoratori, anche precari, uno stipendio puntuale e una grande energia per affrontare il futuro.
Durante la pandemia il TSC ha prodotto spettacoli alternativi on line, e giovani attori e registi tra mille difficoltà sono riusciti lavorare.
E’ stata presentata la stagione teatrale 2021/22, che, covid permettendo, sarà una bella occasione per ripartire, per maestranze, attori e registi, noi non contiamo quanti catanesi o siciliani, giovani e meno giovani, perché quello che conta è fare teatro, un buon teatro. Sarà il pubblico a stabilirlo.

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