Terremoto Santo Stefano, Foti (Attiva Sicilia): “Bene richiesta Regione di prorogare stato di emergenza”

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Angela Foti (Attiva Sicilia)

Sisma di Santo Stefano 2018 | Foti (Attiva Sicilia): “Bene la richiesta della Regione per prorogare stato di emergenza ma ancora enormi ritardi e criticità. Necessario incontrare comitati dei terremotati”.

Il dirigente della Protezione Civile Regionale Salvatore Cocina ha richiesto – alla presidenza del Consiglio dei Ministri – la proroga dello stato di emergenza per il sisma nella provincia di Catania del 2018. Era stata la deputata regionale di Attiva Sicilia Angela Foti a presentare un ordine del giorno, approvato dall’aula, per chiedere al governo regionale
di attivarsi per sollecitare al premier Draghi la proroga che risulta essere necessaria per proseguire l’iter di ricostruzione. Un iter che, però, secondo Foti sta incontrando criticità irrisolte ed enormi ritardi: da qui la necessità di un confronto tra le istituzioni e i comitati dei terremotati.

“La richiesta della Regione rivolta al governo nazionale per chiedere la proroga dello stato di emergenza è senza dubbio un passo, piccolo, in avanti. Ma il cammino è ancora molto lungo e di passi in avanti ne dobbiamo fare molti perché la ricostruzione sta scontando enormi ritardi e vi sono tante, troppe, criticità irrisolte”, dice Angela Foti.

“Non possiamo continuare ad accettare questa disparità di trattamento tra il sisma della provincia di Catania e altri eventi simili accaduti nel nord e nel centro Italia. Che sia chiaro: non siamo cittadini di serie B e invito le istituzioni, tutte, a dare precisi segnali affinché vi sia un adeguamento normativo e una parità di condizioni”.

“Nel caso dei terremoti che nel 2012 hanno colpito Emilia, Lombardia e Veneto e nel 2016 e 2017 il centro Italia sono state prorogate le date dello stato di emergenza e sono stati ampiamente predisposti pacchetti di norme di semplificazione per il trattamento delle pratiche degli edifici da ricostruire. Perché il nostro territorio deve ancora scontare i lacci e lacciuoli di una burocrazia inadeguata e discriminatoria?”.

“Mi sto facendo promotrice di un incontro tra le istituzioni e i comitati dei terremotati per affrontare altri nodi che stanno bloccando la ricostruzione, come la gestione delle pratiche di ricostruzione di immobili con difformità edilizie che nelle altre Regioni hanno goduto di una semplificazione legislativa mentre in Sicilia si è creato un “tappo”. Inoltre ancora i sindaci dei Comuni colpiti dal sisma ancora attendono, dal governo nazionale, la copertura delle mancate entrate tributarie e sono in estrema difficoltà nell’affrontare anche l’ordinario vista la difficile situazione dei bilanci. Adesso è il tempo dell’unione delle forze politiche
e associative del territorio: occorre fare massa critica per chiedere alla Regione di farsi portavoce con il governo Draghi di queste richieste perché non possiamo bloccare ancora la ricostruzione”.

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