Riflessioni sul femminicidio alla Biblioteca Livatino

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Nell’ambito delle celebrazioni della giornata contro il femminicidio è in programma giovedì 25 novembre  un’interessante iniziativa voluta e organizzata dalla dottoressa Maria Leonardi, presidente dell’Associazione “Ottaviano Onlus” nella sala conferenze della Biblioteca Livatino, di Catania.

 

Attraverso questa iniziativa, che avrà un seguito anche negli ambiti scolastici, in accordo con diversi presidi di Catania e provincia, si  intende educare il prossimo al rispetto reciproco anche e soprattutto nei  rapporti e nelle dinamiche familiari, attraverso una serie di incontri ben strutturati, con figure professionali che si occupano degli aspetti propri dell’educazione sociale e familiare quali: musico terapisti, psicologi, medici, educatori, pedagogisti, tutte figure dedicate al prossimo. Moderatrice dell’evento la scrittrice Carmen Privitera, presidente dell’Associazione “Ideali di Giustizia e Verità A.P.S.”. Interverranno alla conferenza stampa l‘avvocato Clelia Principato, l’avvocato Graziella Pappalardo, la dottoressa Marcella Cannariato “ Ass. Donne Alfa”, la scrittrice Simona Marino autrice del libro “Ciatu miu”, porterà la sua testimonianza la dottoressa Enza Mignacca vittima di violenza, la Dirigente dell’istituto I.C. “Fontanarossa Catania” dottoressa  Patrizia Tumminia.

L’evento ospiterà la mostra fotografica ”Sogni Perduti” della giornalista  Donatella Turillo, nella foto in basso. Quattordici scatti a bambole abbandonate a volte tristemente  truccate, logorate dalle delusioni e della propria inerzia, dalla propria mancanza di forza e coraggio alla ribellione verso chi tenta di soffocare o ancor peggio uccidere il sogno di amore che culla ogni bambina. Conclude la giornata l’intervento dell’avvocato Totò Cuffaro. Con l’associazione Mia, presente all’evento, verrà creato un punto di primo ascolto per le donne vittime di violenza.

 

Una leggenda narra che nel castello di via Leucatia, oggi biblioteca Livatino, una giovane donna, Angelina, trovò la morte lanciandosi, dalla disperazione, in quanto costretta dal padre a prendere come sposo un uomo che lei non amava, valutando, oggi queste imposizioni familiari una violenza psicologica, ecco perché la scelta di questo luogo per commemorare le donne vittime di femminicidio.

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