La Regione Siciliana condannata dal TAR: no alla distruzione di Monte Scalpello

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Il ricorso presentato dall’associazione SiciliAntica, che così ha salvato una importante area archeologica. “Bocciata” l’autorizzazione rilasciata dal dirigente generale Tuccio D’Urso.

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, ha accolto il ricorso presentato
dall’Associazione SiciliAntica, difesa dall’avv. Nunzio Condorelli Caff, annullando
definitivamente l’autorizzazione a distruggere Monte Scalpello, in agro di Agira (Enna).
Il caso era stato sollevato dall’Associazione SiciliAntica che aveva proposto ricorso al TAR
contro l’autorizzazione rilasciata il 15 giugno 2018 dal Distretto Minerario di Caltanissetta
alla società trevigiana Fassa srl per l’apertura di una cava di calcare industriale a Monte
Scalpello, in contrada Santa Nicolella, ricadente nel territorio di Agira (EN). Già, ben quattro
procedimenti cautelari avevano accolto le ragioni dell’Associazione SiciliAntica, in quanto
l’autorizzazione a cavare era stata rilasciata in violazione dei numerosi vincoli presenti nel
monte, fra cui paesaggistico, geologico, naturalistico, archeologico e paleontologico.
Inoltre, l’autorizzazione ledeva il patto di integrità in quanto il soggetto venditore dei
terreni era tale Pecorino Giuseppe, classe 1941, condannato a quattro anni e otto mesi
per associazione mafiosa con sentenza definitiva e indicato dalle risultanze
investigative come “importante figura del contesto mafioso ennese”.
Con determina del 27 novembre 2018, lo stesso Distretto minerario aveva dichiarato decaduta l’autorizzazione.
Poi una successiva determina dirigenziale nel 2020, aveva revocato la decadenza.
Nei giorni scorsi, la Sezione Terza del TAR Palermo, con sentenza n. 3669/2021, ha
definitivamente accolto il ricorso dell’Associazione SiciliAntica, ponendo un muro contro la
distruzione di Monte Scalpello.
Nel dispositivo della sentenza si legge: “accoglie il primo ricorso per motivi aggiunti e, per
l’effetto, annulla il D.D.G. n. 1079/2020 con gli effetti precisati in parte motiva.
Condanna, in solido tra loro, Fassa srl e le resistenti Amministrazioni regionali a rifondere
all’Associazione SiciliAntica le spese del giudizio, che liquida in complessivi € 3.300,00
(tremilatrecento/00) per compensi, oltre spese forfettarie, IVA e CPA come per legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 21 dicembre 2021 con
l’intervento dei magistrati: Maria Cristina Quiligotti, Presidente, Roberto Valenti, Consigliere
Bartolo Salone, Referendario, Estensore”.
L’Associazione SiciliAntica da 25 anni opera a tutela del patrimonio culturale, paesaggistico,
ambientale e archeologico della Sicilia.

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