Terme di Acireale: serve il Piano industriale

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Il termalismo è una nuova opportunità di turismo e di occupazione per la Sicilia. La Regione presenterà ai privati interessati gli investimenti necessari per riportare gli stabilimenti allo stato in cui si trovavano prima della loro chiusura.
di Pierpaolo Lucifora
È l’ultimo atto per formalizzare la ricerca del gestore delle due terme: un’analisi lucida ed efficace  illustrata dal docente dell’Università di Catania, l’economista Rosario Faraci, al tavolo tecnico riunito a Palazzo Orléans.  «L’interesse del governo regionale per la valorizzazione dei complessi termali di Acireale e Sciacca – afferma il presidente Musumeci – è massimo. Questi siti rappresentano una grande potenzialità per l’economia turistica siciliana, che nel termalismo può trovare una fonte di attrazione e di sviluppo. Abbiamo dovuto superare ostacoli burocratici indicibili in questi quattro anni e sborsato decine di milioni di euro. Ora occupiamoci di mettere le carte in regola prima di cercare i gestori».
 
Nello studio propedeutico al Piano industriale vanno tenuti in conto la valutazione degli immobili, le eventuali risorse disponibili per migliorare le condizioni delle strutture,  la stima di fatturato quando sarà ripristinata la capacità produttiva e alberghiera e il canone annuo per la Regione. La definizione del Piano consentirà di selezionare gli operatori economici che possano rilanciare questi complessi termali da troppo tempo inutilizzati. L’incontro è stato organizzato dall’assessore Gaetano Armao, presieduto dal presidente Nello Musumeci, presenti, tra gli altri, i liquidatori delle Terme di Sciacca e di Acireale, rispettivamente Carlo Turriciano e Francesco Petralia.
Nelle scorse settimane il governo Musumeci ha deliberato lo stanziamento di tre milioni di euro per alcuni essenziali interventi di manutenzione straordinaria negli immobili. «A fine mese – evidenzia Musumeci – contiamo di avere il Piano industriale e potremo quindi confrontarci con Federterme per le prime valutazioni».

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