Sospensione Pogliese, PLI: “Inconcepibile la lentezza della giustizia italiana”

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Ph. Salvo Giuffrida

“Nella vicenda della nuova sospensione del Sindaco di Catania non rimanga sfuocato il reale punto critico della questione: la lentezza della giustizia italiana”. A dirlo Pietro Iva Maravigna e Alessandro Pulvirenti, rispettivamente coordinatore Pli Sicilia e Segretario Pli Catania.

“E’ inconcepibile che , ad oltre 18 mesi dalla sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Palermo che ha condannato Pogliese, non si sia definito il processo d’appello richiesto dall’imputato . In questo non possiamo che essergli solidali. Un cittadino, qualunque cittadino non può essere tenuto “a vita” sotto processo. In più le sanzioni accessorie previste dalla legge Severino imponevano alla Corte d’Appello di Palermo di rilevare l’urgenza della trattazione del processo: Pogliese ha diritto ad un processo giusto e rapido, i siciliani hanno diritto di sapere se è innocente o colpevole per il reato di peculato per cui è stato condannato in primo grado. Per quanto riguarda le sue eventuali dimissioni, non sentendoci in grado di suggerirgli nulla, siamo sinceramente preoccupati che il rinnovo dell’amministrazione comunale di Catania possa, se in contemporanea alle elezioni regionali o amministrative delle grandi città dell’isola, essere oggetto della spartizione tra le forze politiche. Catania ha bisogno per il suo rilancio di una classe dirigente preparata e capace. Impensabile che la carica di Sindaco di Catania possa essere lasciata come contentino al partito che perde la corsa alla candidatura alla presidenza della regione o a sindaco di Palermo”.

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