Animali fantastici – i segreti di Silente: ultimo film della saga prequel di Harry Potter?

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Uscito ieri nelle sale cinematografiche il terzo capitolo del prequel della saga del maghetto più famoso di tutti i tempi, ha caratterizzato una netta spaccatura nel fandom potteriano creato dalla scrittrice J.K. Rowling. 

Il film che basa la sua storia sui “segreti” di Albus Silente cerca a suo modo di essere appetibile allo spettatore, trovando però una rovinosa caduta di stile che cozza con il titolo originale della nuova saga “Animali Fantastici”; le creature tanto amate dal grande pubblico, lo stesso che ha vissuto con entusiasmo l’inizio della carriera del magizoologo Newt Scamander, quasi del tutto assenti o di sfondo, al pari del suo originale protagonista che non ha affatto brillato in questa pellicola. La vera domanda è: cos’è andato storto? Tutto o forse niente, ma con molta probabilità le controversie legate anche al cambio di rotta nel cast – nota la polemica legata alle vicende legali di Johnny Depp, costretto al licenziamento ed alla sostituzione con Mads Mikkelsen, che interpretava un eccentrico, brillante e carismatico Grindelwald – ed alle polemiche sulle dichiarazioni omofobiche della stessa J.K. Rowling, hanno notevolmente compromesso l’interesse dei vecchi fan della saga.

Per chi è cresciuto con Harry Potter, per chi ha amato immergersi tra i corridoi di Hogwarts, forse le aspettative legate all’arco narrativo dedicato ad uno dei personaggi più importanti – Albus Silente – non hanno fatto altro che innescare un meccanismo di attesa ancor più particolareggiato; chi ha letto i libri, vissuto le vecchie pellicole cinematografiche, conosce i “segreti” di Silente e con molta probabilità avrebbe voluto vedere qualcosa di nuovo o qualcosa che spiegasse quei ricordi che invece timidi sono scivolati definitamente nel pensatoio – per citare un oggetto magico, molto caro al preside di Hogwarts, nel quale vi è la possibilità di immergere i propri ricordi e riviverli tutte le volte che si desidera – e congelati nel tempo e nello spazio.

Il secondo film della saga, incentrato sull’ascesa del mago più cattivo di tutti i tempi, ricordava già vagamente accenni storici legati all’avvento dei totalitarismi europei, ma in questa nuova pellicola – che si svolge proprio in Germania, a Berlino – è chiaro ed evidente come la storia babbana – l’inasprirsi del conflitto bellico che ha condotto alla seconda guerra mondiale – si colleghi con quella del mondo magico. Questa scelta di narrazione ha decentrato del tutto lo scopo principale, raccontare la storia tra Silente e Grindelwald, ma ancor più nello specifico la storia proprio della sua famiglia. Il film lascia parecchio l’amaro in bocca, con ben poche frasi d’effetto – un Silente che ci ha sempre abituato ad aforismi molto significativi -, una trama poco chiara ed un timidissimo accenno ad un passo avanti verso la storia.

Ci sarà un quarto film? La fine del terzo lascia presagire che le avventure non si sono ancora concluse, ma in sala molti spettatori non ha pensavano allo stesso modo, disillusi hanno ben deciso di non proseguire la visione del film, caotico e privo di collegamenti persino con i precedenti. Un’ascesa al potere mal riuscita, un Eddie Redmayne che non ci ha creduto abbastanza alla sua interpretazione di Newt; qualche scena carina e divertente per ingraziarsi il pubblico al di sotto dei 14 anni. Un film che nel complesso ha disatteso le aspettative e che avrebbe potuto chiare o farci vedere meglio la storia d’amore tra Silente e Grindelwald – appena accennata in un dialogo narrativo, per altro censurato in diversi stati tra cui la Cina – e quella della famiglia Silente, rimasta oscura e tacita.

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