Paragone a Catania per inaugurare sede provinciale Italexit

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Sabato 23 Aprile, alle ore 10,30 i senatori Gianluigi Paragone e Mario Giarrusso inaugureranno la sede provinciale di ITALEXIT sita in via Del Bosco 349 Catania.

Ne danno notizia i quadri dirigenti regionali e locali Santo Musumeci, Ketty Rapisarda e Giuseppe indorato.
“Il partito si sta strutturando in tutta la Sicilia – lo riferisce Santo Musumeci responsabile regionale dell’organizzazione – ed ha l’obiettivo di costruire entro il 2022 un circolo territoriale in ogni comune. Saranno quelli i luoghi del dibattito e della proposizione”
L’ex Sindaco di Tremestieri e coordinatrice provinciale di Italexit ricorda l’importanza del confronto democratico che deve attraversare la cosiddetta società civile. La sintesi sarà operata dai dipartimenti tematici a cui sta lavorando fattivamente affinché siano contigui alle istanze dei cittadini.

“Stiamo vivendo un periodo disastroso per la nostra economia, dice Indorato coordinatore dell’area metropolitana di Catania. Dopo l’emergenza sanitaria, la speculazione economica sta mettendo in ginocchio le famiglie italiane, mentre il governo e più in generale l’Unione Europea si dimostra assente ed incapace di gestire gli eventi, anche quelli bellici, sempre più oscurata dalle scelte atlantiche. La crescita di Italexit in tutt’Italia, che segna e supera in tutti i sondaggi quota 3%, è per gli italiani motivo di speranza in un cambiamento che riponga l’uomo al centro di tutte le politiche, che sovverta un modello socio-economico che negli ultimi trent’anni ha impoverito sempre più i lavoratori costretti a salari da fame e pensioni indegne.”

L’incontro è aperto ad attivisti e simpatizzanti e sarà un’occasione per trattare i temi attuali politici, economici e di geopolitica. Presiederà l’incontro il coordinatore regionale Luigi Savoca.
Nella stessa giornata di Sabato, alle ore 17, ITALEXIT PER L’ITALIA con Gianluigi Paragone scenderà in piazza a Palermo, davanti al Teatro Massimo, per protestare insieme a tutti i siciliani che non ce la fanno più, che chiedono occupazione per sé e per i loro figli, che invocano rispetto e dignità e che si battono per un’ITALIA PER GLI ITALIANI.

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