Masseria Primosole: SiciliAntica inoltra esposto sugli sbancamenti

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In sei pagine l’associazione SicilAntica espone agli enti preposti l’importanza archeologica, storica militare e ambientale della zona Masseria Primosole, chiedendo un intervento tempestivo al fine di evitare la totale distruzione di un sito unico in Sicilia, che verrebbe totalmente ed irreversibilmente compromesso dalla ulteriore attività invasiva e distruttiva.

Sui lavori di sbancamento su Masseria Primosole questa redazione ha già acceso i riflettori, accennando all’importanza storica, culturale e faunistica del sito e anche pubblicando le foto satellitari mostrando il cambiamento morfologico della zona a causa dei lavori. Di segui to l’esposto dell’Associazione SiciliAntica, sempre attenta alla tutela del patrimonio.

“Da oltre un decennio, l’Associazione SiciliAntica studia il sito delle Colline di Primosole sia dal punto di vista archeologico, tanto da quello storico, militare ed ambientale.
Nel settembre 2018, alcuni soci consegnavano alla Soprintendenza di Catania una lucerna romana di produzione africana trovata all’interno di una tomba sui terreni (ex proprietà Villari) confinanti con l’ex cementificio “Italcementi”, oggi adibito a cava, esercente Ecoin srl, in persona del sig. Caruso Gaetano p.t.

Successivamente, venivano incoati alcuni esposti nei quali la scrivente Associazione denunciava possibili danni al patrimonio culturale e alla stabilità del sito di cava, in quanto trovasi in parte sopra il tunnel della galleria.
La medesima associazione, incoava osservazioni al PTP, denunciando, a ridosso della cava, la presenza di notevoli emergenze archeologiche, naturalistiche, ambientali, storico-militari, come già esposto.

Ed infatti, l’associazione istante aveva presentato tempestivamente osservazioni al PTP, che venivano accolte dalla competente Soprintendenza di Catania, che di seguito si riporta:

“Nel detto PP, la zona Primosole, Bivio Jazzotto, Vallata Tamburino, zona Codavolpe, San Demetrio, Grotte San Giorgio (cosiddetto sistema delle “Colline Primosole”) risulta privo di qualsiasi sistema di tutela.
Ciò nonostante la zona sia interessata da situazioni di possibili vincoli secondo le norme di legge.

Ed infatti, la zona secondo gli studi più antichi, risulta essere stata abitata fin dalla preistoria. Ciò è documentato dalla presenza di numerose ceramiche presenti in situ. Alcuni nostri soci, accanto al cementificio, hanno trovato una lucerna romana di produzione africana assieme ad altri frammenti di interesse archeologico (sigillata, vetro romano, tegole).

Le “Colline Primosole” da luglio ad agosto 1943 sono state teatro di una delle più cruenti Battaglie dopo lo sbarco in Sicilia degli Alleati.

Sulle colline che costeggiano la SS 194 sono presenti e rinvenibili numerosi manufatti di periodo bellico fra cui bunker, postazioni tipo Tobruk, riservette per le munizioni, tutte ampiamente documentate in varie pubblicazioni del settore e in parte evidenziate anche nel recente studio per la valutazione di impatto archeologico (progetto allargamento discarica Sicula Trasporti), nonché portate a conoscenza della Soprintendenza di Catania tramite istanza di apposizione, alla quale si rinvia.

 

Codesti manufatti sono stati dichiarati di interesse culturale dalla Legge Reg. 12/2018, nonché tutelati ex lege dal codice civile in quanto beni demaniali e da diverse Soprintendenze Siciliane tutelati ai sensi dell’art. 10, co 1, L. 42/2004.
Nonostante la copiosa presenza di codesti siti, già teatro della cruenta battaglia, non risulta alcuna apposizione di tutela.

Inoltre, in tutto il sistema collinare sono presenti escavazioni cui nello specifico si segnalano tombe a grotticelle artificiali di età preistorica, grotte bizantine con all’interno dei granai scavati nella roccia (cfr Grotte San Giorgio e Grotte Codavolpe e Bivio Jazzotto, etc) nonché chiese rupestri di età tardo antica.

I luoghi sono altresì, qualificati dagli studiosi come “luoghi verghiani”, in quanto dal famoso scrittore catanese citate all’interno di alcune sue opere letterarie fra cui la

prima stesura del “Mastro don Gesualdo”, “Novella vagabondaggio”, etc.
Non si comprende come la zona del cementificio sia stata qualificata come “discarica cementificio” in quanto nei dintorni è presente una falda molto bassa, osservabile sul piano di campagna della cava del cementificio ove si vanno ad abbeverare anche bovini, ovini, cicogne ed altri volatili.
Sarebbe opportuno che si provvedesse a limitare l’espansione della discarica, il cui impatto sulla zona è deleterio ed irreversibile.
Nella voce Norme di attuazione – articolo 41 si parla di “conservazione e recupero dell’emergenza naturalistica e faunistica dell’Oasi del Simeto e del litorale sabbioso, con particolare attenzione al contenimento dell’uso del suolo per fini edificatori”, tutela che andrebbe estesa anche alle colline Primosole.
La Soprintendenza di Catania ha dato diniego all’allargamento della cava, per cui non si comprende il motivo di una sua eventuale “conversione in discarica”.
L’area merita, quantomeno, un “livello di tutela 1”, mentre nel PP non se ne rinviene alcuna.
Sono stati avviati da parte dell’Associazione esponente alcuni procedimenti per la richiesta di interesse culturale, inoltrati all’UO demo-etnoantropologica.
Sul sistema collinare Primosole dei soci hanno rinvenuto oggetti archeologici già denunciati alle Autorità competenti nel mese di agosto 2018, con successivo sopralluogo di codesta Soprintendenza.
L’area, inoltre, deve essere soggetta a tutela in quanto:
– esistono diverse falde, pozzi che potrebbero essere inquinati;

– ci sono fiumi, canali;
– c’è un laghetto con uccelli che vanno a svernare all’interno della collina del cementificio/discarica;
– ci sono uccelli migratori, fra cui le cicogne, che vanno a svernare da febbraio fino a luglio;
– ci sono innumerevoli siti archeologici (tombe greche, grotte bizantine, tombe preistoriche, chiese rupestri, abitati di età greca e romana e varie altre strutture);

 

– ci sono installazioni militari relative alla più importante battaglia della “Campagna di Sicilia” del luglio 1943 (postazioni Tobruk, bunker, rifugi);
– trattasi di luogo di interesse storico in quanto memoria e meta di pellegrinaggio di militari inglesi, che vanno a ricordare i propri caduti della II Guerra Mondiale, morti sulle colline circostanti [in un recente libro, Mark Saliger, The first bridge too far: the Battle of Primosole Bridge 1943, Casematte, Oxford-Philadelphia, 2018, l’autore descrive i luoghi come stravolti dalla presenza di cave moderne e discarica di rifiuti];

– che tali luoghi sono citati nella letteratura verghiana (novella Vagabondaggio e prima stesura del Mastro Don Gesualdo ecc.);
– che tale luogo è di notevole interesse naturalistico in quanto si gode di una splendida vista lungo la piana di Catania, i fiumi, il mare e l’Etna.

Pertanto, si chiede apposizione di tutela in tutta la zona al fine di impedire ulteriore distruzione e stravolgimento”.

Il sito sul quale insiste la cava è di notevole interesse ambientale-faunistico, in quanto sito di deposizione e nidificazione delle cicogne.
Da dicembre 2021, in seguito ad alcuni sopralluoghi sul sito di cava, ci si avvedeva che la stessa, contravvenendo alla indicazione della Soprintendenza, avrebbe esteso la zona estrattiva, cavando in zona nuova, al di fuori del limes autorizzato, estendendo, presuntivamente, l’attività estrattive alle colline di roccia che travasi nella parteprossima alla Masseria Primosole, essendosi avveduta l’associazione esponente dello sbancamento di roccia della collina ove era stato effettuato il ritrovamento della lucerna romana e della collina prospicente, ove erano già state censite alcune tombe e grotte. Di detta espansione veniva avvertita telefonicamente la Soprintendenza di Catania, la quale svolgeva alcuni sopralluoghi. Si sconosce l’esito degli stessi, ma per certo si evidenzia come l’opera di sbancamento sia in corso.

Infatti, parrebbe che stiano continuando a cavare colline di roccia poste accanto la cava, pur non rientrando nella parte autorizzata (salvo diversa valutazione che si rilascia alla competenza degli Enti destinatari).
Come ben si evince dalle foto e video che alla presente si allegano, l’area estrattiva è stata oggetto di notevole allargamento, giungendo fin quasi a minacciare l’area già positivamente indagata dalla Soprintendenza di Catania.

Nelle foto aeree, addirittura, si vede che dal 2020 al maggio 2021 e poi al giugno 2021, l’area estrattiva sia stata espansa in modo rilevante, toccando anche terreni e territori mai prima cavati, giungendo fino al sito già oggetto di scavo archeologico da parte della Soprintendenza di Catania, con positivo riscontro di zone di sepoltura.

Da dicembre 2021 ad oggi risultano essere state sbancate le colline a nord dell’attuale cava, non rientranti nel Piano cave, e gli agrumeti attorno la cava e la Masseria di Primosole.

Dalle foto impresse dalla strada, parrebbe che siano in restauro la facciata della chiesa cinquecentesca e la medesima Masseria Primosole, alla stessa coeva, la quale ingloba una torre di epoca medievale. Si sconosce la presenza di eventuali autorizzazioni. Sussistono tutti i motivi affinché gli Enti preposti alla tutela si attivino d’urgenza per la salvaguardia dell’area, notevolmente compromessa da chiare attività di sbancamento, con irreparabile danno al patrimonio storico, archeologico e ambientale.

Alla luce di quanto sopra esposto, si chiede che i riceventi Enti preposti alla tutela intervengano tempestivamente al fine di evitare la totale distruzione di un sito unico in Sicilia, che verrebbe totalmente ed irreversibilmente compromesso dalla ulteriore attività invasiva e distruttiva”.

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