Stranger Things 4, volume 2: le teorie dei fan superano le aspettative

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Sono trascorse poche ore dall’uscita della seconda parte della quarta stagione di Stranger Things e già milioni di telespettatori hanno fatto accesso a Netflix per iniziare la maratona. Non restano che le ultime due puntate: le 4 ore più attese di sempre.

Stamattina alle 9:00 in punto è stato rilasciato sulla piattaforma streaming Netflix il volume secondo della quarta stagione di Stranger Things: il finale di stagione tanto atteso. Era dal rilascio di Avengers – Endgame che le aspettative della compagine nerd non erano così elevate. Da quanto appreso nelle ultime ore sui social le altissime aspettative e la qualità d’inventiva dei fan di Stranger Things sono state deluse dal non finale epico che ci si aspettava.

Avevamo lasciato il gruppo dei protagonisti alle prese con Vecna-Henry-001 nel sottosopra, con Nancy ed Undici pronte a fare un tuffo nei ricordi del ragazzo per capire esattamente come agisse. Al contempo Joyce si è ricongiunta con Hopper in Unione Sovietica, i due si trovano dentro un laboratorio segreto dove i russi si occupano di testare i demogorgoni e le varie entità del sottosopra. Non meno importante, avevamo lasciato Undici dentro al progetto “Nina” che sarebbe servito a riattivare i suoi stupefacenti poteri.

La puntata dedicata a “Papà”, il dottore che ha effettivamente plasmato le menti di Uno e di Undici, probabilmente tra le due è stata quella meno importante ai fini della trama. Ben 1h e 30 minuti trascorsa nell’attesa che capitasse qualcosa, che mutassero gli eventi, che le grandi aspettative e spettacolari scene del volume primo si ripetessero. Fortunatamente l’ultima puntata, dalla durata di 2h e 25 minuti circa – quasi quanto un film Marvel – è stata piena di colpi di scena. Protagonisti indiscussi di questo finale di stagione: Max ed Eddie anche se affermare che persino Dustin e Jonathan siano stati fondamentali non è del tutto sbagliato. Dustin ha finalmente avuto il suo riscatto, al pari di Eddie, dimostrando di non essere solo l’esca, ma di sacrificarsi per i propri amici mentre Jonathan è stato fondamentale per la fase di transizione di Will ed è l’unico – al momento – che abbia compreso l’animo tormentato del ragazzo, rapito è posseduto dal Mindflyer nelle prime due stagioni.

La canzone anni ’80 “Running Up That Hill (A Deal With God)” di Kate Bush – tormentone dal rilascio della prima parte della quarta stagione – se solo avesse risuonato nelle cuffiette di Max durante lo scontro finale con Vecna, adesso non ci ritroveremmo a cercare di capire come il sottosopra abbia preso il sopravvento e come, soprattutto, il vero protagonista della storia, ovvero Will Byers, sia stato messo in un angolo da due stagioni.

Nessuno in queste ultime stagioni ha preso in considerazione il collegamento di Will con il Mindflyer che nel finale di stagione viene finalmente palesato e ci lascia ben sperare che la quinta stagione vedrà la lotta conclusiva con il mondo dei demoni. Non sono di certo mancante le lacrime, sia per le morti struggenti che per i ritrovamenti dei vari personaggi finalmente ricongiunti per un’ultima e decisiva battaglia.

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