Sparatoria ex dogana, al clan Mazzei il cantante non era gradito. Scattano gli arresti

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Sono 5 gli arrestati per la sparatoria avvenuta il 21 aprile nei pressi della discoteca dell’ex Dogana al porto di Catania. Le accuse sono di “rissa e lesioni personali, aggravate dall’uso di armi, detenzione e porto in luogo pubblico di più armi comuni da sparo nonché di maltrattamenti in famiglia e danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede”.

 

I destinatari della misura cautelare sono i catanesi:

  • Miano Sebastiano (classe 1994);
  • Patanè Giuseppe Santo (classe 1996);
  • Napoli Salvatore Danilo (classe 2002);
  • Gagliano Gabriele (classe 2003);
  • Salici Gaetano (classe 2003).

Il provvedimento restrittivo è stato emesso all’esito di indagini – sia di tipo tradizionale che tecnico – coordinate dalla Procura di Catania e svolte dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro la persona, sessuali e in danno di minori. I fatti sono accaduti la notte del 21 aprile del 2022, nelle immediate vicinanze della discoteca all’interno dell’Ex Dogana al Porto di Catania, locale frequentato anche da pregiudicati e che in passato fu disputa per la sua gestione tra i clan Zuccaro e Cappello, dove un ruolo di primo piano fu svolto da Filippo Zuccaro, in arrte Andrea Zeta. La rissa e la successiva sparatoria hanno coinvolto numerose persone tra cui due giovani, un maggiorenne e  un minorenne, feriti da colpi di arma da fuoco e ricoverati in due ospedali cittadini.

Attraverso i rilievi e le repertazioni dei bossoli ritrovati sul posto dalla Polizia Scientifica è stato verificato l’uso  di almeno due pistole: una di calibro 7,65 e l’altra calibro 40.

Dalla disamina delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona si evince un violento confronto tra due contrapposte fazioni e che alcuni dei colpi di pistola furono sparati da Patenè e avrebbero colpiti Salici.

Secondo gli investigatori, che si sono avvalsi anche di alcune testimonianze, i fatti traggono origine da una precedente frizione avvenuta la notte tra il 16 e il 17 aprile 2022, all’interno del locale notturno. Qui alcuni giovani ritenuti vicini al clan “Mazzei”, avrebbero impedito ad un cantante neomelodico di esibirsi insieme ad un trapper, che aveva chiesto la presenza del cantante sul palco. Da qui una serie di spintoni, alcuni dei quali dello stesso cantante neomelodico verso una fidanzata di uno dei “Carcagnusi” presente nella discoteca.

Il 21 aprile, la controffensiva di Sebastiano Miano, che con un gruppo di giovani, tutti vicini al clan “Cappello- Bonaccorsi”, attua raid contro chi aveva il 17 aprile impedito l’esibizione del cantante neomelodico. Alla sparatoria, parteciparono direttamente anche Napoli e Gagliano.

Dalle indagini sono emersi a carico di Miano dei maltrattamenti in famiglia ai danni di una persona a lui vicina. In un’occasione sparò nel cofano di un’auto parcheggiata e di proprietà di un familiare con una arma da fuoco calibro 38.

Le indagini permettevano , altresì , di delineare altra vicenda verificatasi in ambito familiare e riguardante il solo Miano,  che sarebbe  comunque indicativa della sua indole violenta, della facilità e familiarità all’uso di armi da fuoco, riconducibile al reato di maltrattamenti in famiglia ai danni di persona a lui vicina nonché a quello di detenzione, porto di armi comuni da sparo e danneggiamento di autovettura esposta alla pubblica fede, atteso che l’indagato non avrebbe  esitato ad esplodere, per ragioni futili ,  un colpo di arma da fuoco, calibro 38, sul cofano anteriore dell’autovettura di un consanguineo.

Per le operazioni di rintraccio e cattura dei destinatari della misura, la Squadra Mobile della Questura di Catania è stata coadiuvata da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine della Sicilia orientale e unità di altre articolazioni della Questura catanese.

 

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