Aci Bonaccorsi, i Laudani vendevano la cocaina in un bar – VIDEO

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In un bar di Aci Bonaccorsi vendevano la cocaina anche all’ingrosso al prezzo di 38 euro al grammo. 

Tempi duri per il clan dei Laudani. I “mussu di ficurinia”, dopo aver subito gli arresti a Randazzo per estorsione, collezionano oggi anche le 13 misure cautelari per spaccio di sostanze stupefacenti ad Aci Bonaccorsi. Giuseppe Bonanno era il coordinatore e con lui collaboravano Daniele Mangiagli, a cui era stata affidata la contabilità, e Francesco Vittorio, nel ruolo di “pubbliche relazioni” con i clienti. Il giro di affari fruttava 380 mila euro. Il compito di corriere era stato affidato a Salvatore sardo e Antonino Sapiente.

La cocaina, che a seconda della qualità veniva chiamata “stella” o “Africa”, era anche ceduta all’ingrosso al prezzo di 38 euro al grammo anche ad organizzazioni criminali insieme alla marijuana. L’area d’interesse nella vendita degli stupefacenti era costituita dai territori dei comuni di Aci Sant’Antonio, San Giovanni La Punta, Viagrande, Pedara e Aci Bonaccorsi.

Dalle indagini, iniziate dagli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Acireale nel febbraio 2021, è emerso che a fare parte del giro dei pusher vi erano non solo personaggi con dei precedenti di Polizia, ma anche dei disoccupati con il disperato bisogno di mantenere le famiglie. Proprio nella disperazione i Laudani sono andati a reclutare, così come già fatto a Randazzo, dove a chiedere il pizzo venivano mandati amici delle vittime o insospettabili personaggi con il fine di provare ad eludere i controlli delle Forze dell’ordine, messe in difficoltà dall’assenza totale di denunce per usura.

Le accuse sono “associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti”. Come si può ben notare non sono stati riscontrati elementi per richiedere l’aggravante mafiosa, e per reati di droga non è un inedito.

Ai 13 destinatari della misura cautelare, si aggiungono 6 soggetti nei confronti dei quali sarà notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

L’ipotesi investigativa prospettata da questa Procura Distrettuale è stata condivisa dall’ufficio del Gip che ha emesso le misure cautelari di seguito specificate. In esito alle catture verrà attivato il contraddittorio procedimentale, nel corso del quale gli indagati avranno la facoltà di fornire la loro versione dei fatti e indicare eventuali prove a discolpa.

 

PERSONE DESTINATARIE DELLA MISURA:

 

  • CUSTODIA IN CARCERE:
  • BALSAMO Stefano Mario, noto come “Stefano do spasciu”, nato a Aci Bonaccorsi (CT) il 15.08.1964;
  • BONANNO Giuseppe, nato a Catania il 28.08.1989;
  • CANNAVÒ Sergio, nato a Catania il 09.06.1973;
  • MANGIAGLI Daniele, nato a Catania il 20.03.1986;
  • SAPIENTE Antonino, nato a Catania il 23.03.1981;
  • SARDO Salvatore, nato a Valverde (CT) il 25.08.1953;
  • VITALE Santo, noto come “Santo panini”, nato a Catania il 03.03.1964;
  • VITTORIO Francesco, noto come “Ciccio pesce o mangioglio”, nato a Catania il 12.05.1976;
  • ARRESTI DOMICILIARI:

 

  1. FREZZA Carlo, nato a Catania il 08.11.1967;
  2. GUARNACCIA Emanuele Mauro Sebastiano, nato a Catania il 11.01.1984;
  3. NASTASI Marco Maria, nato a Catania il 30.11.1989;
  4. RAPISARDA Melania, nata a Catania l’l.09.1995;
  5. TROVATO Carlo, noto come “Carletto”, nato a Catania il 24.11.1979.

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