Migranti, a Catania ancora scontro tra decreti e carte bollate

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Due navi con migranti a bordo al porto di Catania, altre due al largo delle coste siciliane. Nel capoluogo etneo sbracati 505 migranti.

Sono le 23 di sabato sera, e mentre a Catania impazza la movida, nel porto di Catania attracca la nave Humanity 1 battente bandiera tedesca. Ieri pomeriggio è il turno della Geo Barents ad accostarsi sulla banchina al varco 10. Dalla prima scendono 144 persone ritenute fragili, mentre restano a bordo 35 persone. Nella seconda restano a bordo 214 migranti, dopo lo sbarco di 357. Alla Humanity 1 è stato ordinato di lasciare il porto di Catania con tutti i migranti. I legali della Ong sos Humanity, in mattinata hanno preannunciato un ricorso al Tar del Lazio da cui si aspettano risposte entro tre giorni. La disputa è la stessa: No alle Ong in Italia e si al salvataggio ma ad un’ equa ripartizione di responsabilità di migranti e responsabilità. Dall’altro il diritto di salvare le navi e farli sbarcare nel porto più conveniente.

Carte bollate, decreti e leggi, con riscorsi e addirittura processi (quelli a Salvini), che non servono. Gli accordi di Bublino vanno certamente rivisti e a dirlo è anche la Chiesa. Qua non siamo più durante un’emergenza, ma a gestire una normalità.

A largo delle acque siciliane vi sono la Ocean Viking, bandiera norvegese, della ong francese Sos Mediterranee, con 234 persone e la Rise Above con 89 migranti.

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