Schifani tra il delfino e la delfina. Acque agitate all’Ars

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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse17-07-2014 RomaConferenza stampa di Nuovo Centro DestraNella foto Renato SchifaniPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse17-07-2014 Roma (Italy)Press Conference of Nuovo Centro DestraIn the photo Renato Schifani

Il vice presidente vicario va ai Cinque Stelle. La maggioranza viene battuta all’Ars con Forza Italia che si presenta con due gruppi e Micciché all’opposizione.

Renato Schifani inizia come peggio non poteva. E alla fine non è un caso che ciò accada. È il giusto prezzo da pagare per la sua scellerata scelta di nominare assessore Elena Pagana (moglie dell’ex assessore regionale alla Salute Ruggero Razza), imposta da Fratelli d’Italia dopo i pianti continui alla Meloni di Nello Musumeci. Schifani ha ora una ingovernabilità pressoché certificata.

Defenestrato dalla maggioranza, Nello Musumeci pensa e si comporta come se fosse ancora il presidente della Regione e a dargli conto la Giogia nazionale, che ha premiato la politica della lacrimuccia di Musumeci affidandogli un ministero di terza fascia a Roma e pressando Schifani per Elena Pagana assessore. Chissà cosa altro ancora sta chiedendo Musumeci per il suo delfino Razza.

Il risultato è che Schifani inciampa e cade rovinosamente all’indomani della scelta non condivisa da Miccichè di fare assessore la delfina di Musumeci, Elena Pagana. Forza Italia in Aula si presenta con due gruppi. Uno sotto la guida del presidente e l’altro nelle mani di Micciché, che una settimana fa aveva definito lo stesso Schifani come “Peggio di Musumeci” e al momento visto l’esordio lo è.

Il risultato è che con 35 voti il vicepresidente vicario è il grillino Nuccio Di Paola, che batte Luisa Lanteri, a cui sono andati 32 voti. Tutto per pensare ai delfini, per altro nemmeno suoi. A questo punto per non annegare nella palude di Musumeci, il presidente deve cercare di prendere al volo il ciambellone di salvataggio, quindi ricucire il rapporto con De Luca che invece lo ha attaccato duramente e con la consapevolezza che il timone da solo non lo può più tenere. Schifani all’indomani delle elezioni aveva detto: “Gli assessori saranno deputati eletti”. Poi pian piano smentisce se stesso dopo che aveva remorato per un mese la composizione Giunta.

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