Mercoledì Addams e la sua crisi gotico – adolescenziale

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L’attesa è finita: Mercoledì Addams è finalmente arrivata su Netflix.

La tanto acclamata ed attesissima serie prodotta da Tim Burton prende ispirazione dalla primogenita di casa Addams: una famiglia gotica dai tratti macabri e misteriosi.

Dopo pochissime ore dal rilascio sulla piattaforma – mercoledì 23 novembre – gli episodi sono stati visionati da parecchi abbonati della piattaforma streaming desiderosi da tempo di vedere come il genio creativo di Burton avesse unito il proprio universo – ricordiamo il regista famoso per Nightmare Before Christmas, Edward mani di forbice, Sweeny Todd e molti altri – con quello della nota serie tv in bianco e nero. 

Nonostante la serie stia piacendo è innegabile quanto lo spirito di Tim Burton sia flebile, così come la sua presenza dietro la macchina da presa, fornendo un prodotto gotico pensato per un pubblico giovane. Son ben lontane infatti le tanto amate atmosfere sia di Halloween town che della cittadina colorata di Edward mani di forbice.

Tutto ruota intorno ad un personaggio iconico ed a tratti snaturato. Mercoledì Addams – interpretata da Jenna Ortega, conosciuta soprattutto per la sua performance in You  caposaldo di Netflix – è un personaggio caro alla generazione degli anni ‘90, che non può non ricordare il pallore e lo sguardo vitreo di Christina Ricci che volutamente è stata inserita all’interno della serie. Quest’ultima “passa il testimone” alla sua nuova erede.

Il look di Mercoledì riflette l’immaginario collettivo: si presenta con le treccine nere e lunghe, abiti scuri e pallore elitario.

Nel decorso delle puntate i suoi gusti inquietanti si scontreranno con una nuova generazione, più colorata – ben rappresentata dalla sua compagna di stanza, una licantropa non ancora consapevole dei suoi poteri – ed anche più dinamica, che ricorda il topos dell’esperienza liceale.

Mercoledì è una sedicenne che si trova costretta dalla famiglia a frequentare una scuola d’élite, la Nevermore – riferimento ad Edgar Allan Poe ed alla frase celebre del suo racconto Il Corvo -, una Hogwarts più dark per persone che vengono scartate dalla società, sia per poteri soprannaturali che per una predisposizione alla solitudine ed alla tristezza. La giovane di casa Addams, alle prese con l’adolescenza, le prime cotte ed un disturbante interesse verso gli omicidi, si destreggia tra un’avventura e l’altra, senza batter ciglio pur mostrando i suoi sentimenti. Questa è la nota dolente della serie, aver reso Mercoledì una ragazzina introversa, il cui universo dei sentimenti è sopito più dalla sua volontà che dal suo essere; una ragazzina che ha come “animale domestico” la storica mano di un cadavere della famiglia Addams che più volte le ruba la scena e la ridimensiona.

Eppure la bravura di Jenna Ortega nell’andare contro alle Mercoledì che l’hanno preceduta ruota proprio nella sua scelta recitativa – uno sguardo fisso sotto la frangia, l’espressione distesa ed il mento basso – e nelle varie improvvisazioni – come il balletto da posseduta per il ballo scolastico.

La sua frangia è un elemento non di poco conto che merita qualche riga, poiché fortemente voluta e curata da Tim Burton.L’attrice ha rivelato che il regista girava per il set con un pettinino e sistemava personalmente la frangia ad ogni set. Magari Tim Burton avrebbe dovuto prendere più possesso dell’universo Addams, avrebbe dovuto inserire meno tele di ragno – unico triste richiamo a Jack di Nightmare Before Christmas – e più dark anziché curarsi del nuovo dettaglio estetico del personaggio.

Una serie dai mille presupposti, che tiene incollati per la trama e che rende più che apprezzabile la scelta di non aver reso la famiglia di Mercoledì – abbastanza nota al pubblico – come protagonista assoluta ma che lascia con l’amaro in bocca per la palese trama sospesa. È evidente come Netflix stia investendo su questi prodotti – dando per scontato il plauso del pubblico – come se vivesse con la paura di perdere abbonati quando verrà rilasciata l’ultima stagione di Stranger Things.

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