Caso Portoghese, il commissario ha 5 giorni per rispondere alla Regione

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Dalla Regione è stato notificato al commissario straordinario del Comune e della Città Metropolitana di Catania Federico Portoghese la richiesta di contro deduzioni alla sua revoca. Mercoledì Consiglio comunale straordinario.

Cinque giorni per rispondere. Questo il tempo dato al Commissario straordinario del Comune e della Città Metropolitana Federico Portoghese dalla Regione Siciliana sulla sua posizione, o meglio sulla sua illegittima nomina, così definita dall’avvocatura regionale. Il caso scaturisce da un parere, richiesto il 26 agosto scorso, proprio all’avvocatura della Regione. L’illegittimità scaturirebbe dal ruolo di dirigente dell’Università di Catania, incompatibile per norma con l’attuale carica ricoperta da Portoghese.

Dagli ambienti ben informati la possibile revoca dell’incarico di Commissario sarebbe una reazione politica a certe determine e comportamenti “non graditi”. Per ultimo il caso della revoca dall’incarico di segretario generale di Rossana Manno. Portoghese ha spiegato che era una questione di profili, e che avrebbe preferito uno non solo di tipo giuridico, ma anche organizzativo e gestionale. Fatto sta che la Manno sembrerebbe essere stata portata a Catania dall’ex vicesindaco Roberto Bonaccorsi, con lo sta bene di salvo Pogliese. Anche le nomine da parte di Portoghese di Cinzia Torrisi, non sarebbero state gradite dall’ala di Fratelli d’Italia vicini a Dario Daidone, a cui la Torrisi, avrebbe voltato le spalle durante l’ultima campagna elettorale alla Regione.

Addirittura c’è chi dice che la nomina illegittima di Portoghese sia stata fatta per poi, al momento opportuno e al bisogno, uscirla fuori per allontanarlo in modo elegante e ineccepibile.

Portoghese risponderà alla Regione, oppure, come ha lasciato intendere qualche giorno fa a Freepressonline, aspetterà solamente la decisione da parte dell’Ente? Mercoledì sera intanto   Consiglio comunale, proprio per discutere e avere notizie sulla “Crisi istituzionale del Comune”. Chi risponderà ai quesiti dei consiglieri e quindi alla città? Temiamo nessuno.

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