Donna ricoperta di formiche in ospedale a Napoli: sospesi i responsabili

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Donna ricoperta di formiche
Fonte Foto: napoli.repubblica.it

Caso della donna ricoperta di formiche in ospedale a Napoli: dopo le indagini a seguito della segnalazione dei Verdi, un provvedimento ha sospeso i responsabili.

Sospesi un medico e tre infermieri

Giorni fa una donna intubata era stata interamente ricoperta di formiche e subito, a seguito di segnalazioni, si sono svolte tutte le indagini sul caso (per saperne di più, Clicca Qui). Si è deciso, pertanto, di sospendere a partire da ieri un medico e tre infermieri, di turno al momento dell’episodio aberrante. Sul provvedimento di sospensione si legge che: “È legittimo il sospetto che tutto il personale di turno sia venuto meno alle proprie funzioni di controllo e vigilanza della paziente per un lungo lasso di tempo abbandonandola di fatto a se stessa e, soprattutto, tra le formiche“.

In particolare, Mario Forlenza, direttore generale della Asl Napoli 1, ha detto: “Non ci è sfuggita la particolare attenzione anche sotto il profilo mediatico per la sospetta totale omissione o comunque superficialità nella vigilanza delle condizioni minime igieniche sanitarie in cui i ricoveri devono essere garantiti“.

Donna ricoperta di formiche: nota di Ciro Carbone

Ciro Carbone, Presidente Opi Napoli, ha espresso tutto il suo disappunto: “Come Ordine professionale siamo atterriti e indignati per quanto successo e per come, a causa di questo deprecabile episodio, viene oggi rappresentata nel mondo la sanità a Napoli. Da sempre gli infermieri hanno legato la propria missione professionale ai bisogni del cittadino/ammalato e continueremo lungo questa strada“.

Il suo intervento continua e il rammarico si fa sempre più insistente: “La sanità, soprattutto quella pubblica, deve avere un solo grande referente: il cittadino bisognoso di cure. Con la presa in carico dello stato di salute della persona, gli operatori sanitari tutti sono anche garanti della difesa della sua dignità di persona. Soprattutto in un momento di particolare fragilità fisica e psichica. Quando ciò non avviene, vuol dire che la sanità nel suo complesso e gli operatori hanno fallito“.

formiche a napoli
Fonte Foto: informaromanord.it
La situazione a giugno 2017 al San Paolo

La visita alla donna intubata del governatore della Campania

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, si è recato presso l’ospedale in visita alla donna ricoperta di formiche. Ha raccontato così la situazione: “Sono stato nell’ospedale per verificare nel dettaglio, al netto delle inchieste in corso, quanto è accaduto. È stato accertato che tutti i reparti del plesso sono stati sanificati nuovamente. Attualmente sono ancora in corso puntuali accertamenti su quanto si è verificato nel corso della notte tra il 9 e il 10 novembre, quando le formiche sono penetrate nel reparto fin sul letto della paziente”.

Ma non è tutto: “Da accertare, tra l’altro, la perdita eventuale di soluzione al glucosio e dell’alimentazione che era in corso via flebo, il funzionamento dei dispositivi medici, o ancora altre possibili cause“.

Un attenzione va sempre alla sanità e alla garanzia del bene primario della salute: “Proseguirà il lavoro di riorganizzazione e bonifica della sanità. È doveroso difendere la dignità di Napoli. Ci si fermerà solo quando tutto il lavoro di riorganizzazione e di messa a regime del sistema sarà completata. Ci vuole coraggio e una determinazione ferrea, come sanno tutti quelli che conoscono la realtà di cui parliamo“.

Donna ricoperta di formiche: l’appello e la raccolta fondi dei Verdi

Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, ha incontrato oggi la figlia della paziente ricoverata e ha deciso di organizzare una raccolta fondi. Si è espresso così: “Stiamo organizzando una raccolta fondi per raccogliere circa 16mila euro, per il rimpatrio di questa donna così sfortunata. Questi soldi servono a coprire i costi del volo in barella attrezzata e del viaggio per il medico accompagnatore.

Procede con un appello chiaro: “A tutte le organizzazioni sanitarie, le associazioni di volontariato e a tutti i medici chiediamo invece di attivarsi affinché almeno uno di loro dia la disponibilità ad accompagnarla insieme con la famiglia nel suo Paese di origine, esaudendo così il suo ultimo desiderio“.

Conclude dicendo: “Invierò una nota al Consolato e all’Ambasciata dello Sri Lanka per chiedere chiarimenti su che cosa abbiano fatto per aiutare i loro connazionali visto che, a quanto risulta, nei confronti di questa vicenda non risulta essersi attivato come avrebbe dovuto“.

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