Festa di Sant’Agata a Catania, premio Candelora d’oro a Salvatore Aranzulla

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Salvatore Aranzulla Candelora d'oro 2019

Festa di Sant’Agata, consegnato a Catania il premio Candelora d’oro a Salvatore Aranzulla. Pogliese: “Segnale per i giovani che puntano all’innovazione, alle tante intelligenze siciliane che cercano di affermarsi“.

Candelora d’oro 2019: Salvatore Aranzulla

Ad accogliere e premiare Salvatore Aranzulla con il premio Candelora d’oro 2019 è stato i l sindaco di Catania, Salvo Pogliese, nella corte di Palazzo degli Elefanti alla presenza dell’arcivescovo Salvatore Gristina e del prefetto Claudio Sammartino.

Salvatore Aranzulla, originario di Mirabella Imbaccari, fondatore di uno dei siti più visitati in Italia, primo nel mondo dell’editoria tecnologica è stato definito il ‘genio’ italiano di Internet. Il sindaco Pogliese ha così commentato il premio siciliano, dato in occasione della Festa di Sant’Agata a Catania, giunto ormai alla dodicesima edizione: “Il riconoscimento della Candelora D’oro a Salvatore Aranzulla è il segnale di una Città che punta all’innovazione riabbracciando uno dei suoi talenti migliori, un ragazzo appena diciottenne partito dalla Sicilia che è riuscito a sfondare nella divulgazione dell’alta tecnologia e dell’informatica, come fattore di sviluppo e crescita delle nuove generazioni“.

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Festa di Sant'Agata premio candelora salvatore aranzulla

Quando abbiamo avuto questa intuizione – ha spigato il sindaco Pogliese – abbiamo avuto tanti apprezzamenti per il segnale che per i giovani rappresenta Aranzulla, un riferimento per tanti ragazzi che nel web navigano per arricchire la propria conoscenza e ritrovare un’identità professionale. Catania si apre ai tanti giovani per sostenerli nella loro crescita per migliorare la nostra terra, anche perché nella mia esperienza al Parlamento ho potuto sperimentare come noi gente del sud riusciamo trovare soluzioni anche nelle vie più tortuose e ho avuto modo di constatare come tanti dirigenti e funzionari a Bruxelles siano riusciti a d affermarsi partendo dalla Sicilia, grazie alle nostre intelligenze e Salvatore Aranzulla ne è un esempio concreto“.

Salvatore Aranzulla: “Mi sento fortunato”

Visibilmente emozionato Salvatore Aranzulla, arrivato in Municipio con i suoi genitori e altri parenti, ha raccontato come fin da bambino la sua passione per il computer lo ha portato a esplorare lungo gli sterminati sentieri di Internet, per trovare soluzioni utili a quanti operano nel web: “Mi sento un ragazzo fortunato perché sono riuscito a trasformare una passione in un lavoro gratificante e con me lavorano soprattutto giovani del Sud e soprattutto siciliani. Ai ragazzi raccomando di utilizzare internet e le sue potenzialità al meglio, ricercando il valore della conoscenza e dell’innovazione“.

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Aranzulla Day, Roma 20 aprile 2018 © Francesco Vignali Photography

Quando il sindaco Pogliese mi ha comunicato l’intenzione di volermi conferire la Candelora d’oro sono scoppiato a piangere di gioia e ho chiamato subito i miei genitori– continua Salvatore Aranzulla-. Ho sempre seguito fin da ragazzino la festa di Sant’Agata e continuerò farlo, portando nel cuore questo bellissimo ricordo che la città di Catania mi ha voluto regalare“.

Motivazioni del premio Candelora d’ora

Di seguito la lettera completa con la motivazione del premio Candelora d’oro consegnata a Aranzulla:

“Fin dal giorno del mio insediamento come Sindaco della Città, ho affidato alla protezione di Sant’Agata il mio impegno quotidiano per fare risorgere Catania, gravata da un presente pieno di insidie e difficoltà, una condizione e di cui rendo sempre partecipi i catanesi, parlando il linguaggio delle verità, senza ipocrisie né ammiccamenti, proprio come la nostra Martire ci ha insegnato.

Vedere da vicino Sant’Agata nel sacello prima, sull’altare e sulla vara poi, per me catanese purosangue è un’emozione grandissima, una gioia che mi dà ulteriore determinazione a proseguire nel mio impegno totalizzante, senza risparmio di energie, per fare crescere la nostra Catania, insieme ai miei concittadini.

La luce degli occhi di Agata, per chi come me segue la festa della nostra Patrona fin da bambino, è la guida costante e l’incoraggiamento più forte, a proseguire nella mia scelta d’amore a impegnarmi per la mia Città, anche a costo di lasciare comode poltrone ma troppo lontane dai miei conterranei e dai loro bisogni.

Lo devo alla mia gente, alla mia terra, alla grande devozione di un popolo che sento vuole finalmente rialzarsi, dopo le rovinose cadute che l’hanno fatta precipitare negli abissi della crisi e dello sconforto.
Credo fermamente, infatti, nel valore della Persona umana, nelle sue risorse più interiori che hanno fatto che sì che si affermasse la leggenda millenaria, che si è fatta storia, di una Catania sette volte distrutta sette volte rinata.

E anche per queste ragioni, come fossi uno di loro, mi vicino ai tanti giovani che per affermarsi combattono nella trincea dei nostri problemi, dei tanti affanni, delle mille complicazioni di una terra difficile, ma anche meravigliosamente generosa e bella e che non cambieremmo per nessun altro posto sulla terra.

La fierezza e il coraggio della nostra Patrona che non si piegò davanti ai voleri infami del potente governatore romano Quinziano, hanno forgiato le generazioni di catanesi fin dalle origini di una comunità, quella catanese, straordinaria, piena di valori e di generosa intelligenza. Dal profondo della nostra interiorità di donne e uomini di fede, che non accettano di piegarsi a un destino di povertà, miseria e degrado. ci sovviene lo slancio per rialzarci tutti insieme, per gridare con orgoglio cittadini, viva Aant’Agata!

Con il cuore gonfio di orgogliosa passione civile, mi accingo a salutare e vivere i meravigliosi giorni della Festa di Sant’Agata, la Patrona che ogni anno riesce nel miracolo comunitario di unificare quello che troppo volte è stato diviso dagli uomini e dal loro egoismo di parte: la Città intera, senza divisione alcuna, infatti, si riconosce nella fierezza di quel busto reliquiario che sfila per strade, gira per le vie, asciuga le lacrime della sofferenza, sfiora il cuore di ciascuno di noi.

Ci stiamo rialzando come comunità e, ora, più determinati che mai proseguiamo, insieme a Sant’Agata, lungo il percorso della pacificazione, della crescita sociale e civile di una Città che per noi catanesi è la più bella del mondo e che, ora, finalmente lotta per riprendersi la dignità negata.

Con la fede in Sant’Agata, il suo amore materno, la sua protezione e la sua guida, ce la faremo a rialzarci: proprio come hanno sempre fatto, nel corso dei millenni, i nostri progenitori, malgrado disgrazie e ostacoli ben più gravi di quelli che noi contemporanei stiamo affrontando.

W Sant’Agata, W Catania
Salvo Pogliese
Sindaco di Catania”.

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