Incontro leader Gilet gialli e M5S. Ultimo schiaffo a Macron

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Incontro leader Gilet gialli e M5S

I leader del M5S Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno partecipato ad un incontro, nella periferia di Parigi, con uno dei leader dei gilet gialli Chalencon.

Leader M5S e Gilet si incontrano a Parigi

A dare notizia dell’incontro, tenutosi oggi alla periferia di Parigi, l’ufficio stampa del vicepremier Luigi Di Maio. Nella nota si legge: “Molte le posizioni e i valori comuni che mettono al centro delle battaglie i cittadini, i diritti sociali, la democrazia diretta e l’ambiente“. Nella nota si legge in seguito che l’incontro è avvenuto in “un clima di grande entusiasmo“, ed inoltre viene annunciato che vi sarà un “nuovo incontro nelle prossime settimane a Roma”. Alla riunione parigina erano presenti oltre a Di Maio, Di Battista e Chalecon, gli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo, Tiziana Beghin e Ignazio Corrao e alcuni leader della lista Ric (référendum d’initiative citoyenne) che ha come capolista Ingrid Levavasseur e che si presenterà alle prossime europee.

Chalencon aveva chiamato alla rivolta militare

Chalecon è considerato uno dei leader del movimento gilet gialli. Negli ultimi tempi è stato lui a parlare di una “guerra civile inevitabile“. Il 23 dicembre era stato lui che aveva, con un post su Facebook fatto un appello alle dimissioni del presidente francese Emmanuel Macron. Considerato dell’ala estremista del movimento, Chalecn aveva chiamato alla rivolta anche i militari. Si legge, infatti nel suo post: “Oggi spetta ai militari entrare in gioco per consentire l’insediamento di questo governo”. Già l’appello alla rivolta militare, il leader del movimento gilet gialli lo aveva fatto il 3 dicembre, chiedendo più volte su Radio Europe 1, “un vero comandante”, alludendo alla sostituzione del primo ministro francese Edouard Philippe al palazzo Matignon.

Uno schiaffo a Macron, dopo tante dissapori con il M5S

Di certo non un bel regalo a Macron da parte dei pentastellati, già non in buoni rapporti con la presidenza francese. Sia le accuse di neocolonialismo francese in Africa, che per il M5S favorirebbe l’immigrazione, che gli scambi di battute al vetriolo, quando lo stesso Di Maio aveva dato l’appoggio al partito dei gilet gialli. Ora questa visita rischia di interrompere peggiorare la situazione, incrinata fin dall’inizio del governo gialloverde durante la discussione in sede europea della manovra economica italiana.

La situazione delicata in casa Macron

Macron dal canto suo non sta messo bene, visto che sta fronteggiando non solo i gilet gialli, ma anche una crisi economica trasversale che sta colpendo il paese. Oggi uno sciopero generale, che blocca trasporti e musei. Vi sono anche difficoltà a salire sulla Torre Eiffel. A pioggia gli avvisi di sciopero, 160, in particolare nella funzione pubblica. Grosso il problema sull’equità economica e altri scioperi e manifestazioni sono dietro l’angolo. Come quello di questa mattina in cui i gilet gialli i mercati generali  Rungis, alle porte di Parigi. Una visita che cade quindi in un giorno particolarmente frenetico per l’Eliso dove macron deve affrontare anche una maggioranza spaccata sul provvedimento anti casseurs, con il quale si  darà ai prefetti la possibilità di vietare le manifestazioni. Questo come se gli scioperi non autorizzati fossero il vero problema della Francia.

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