Taranto, anziano ucciso da baby gang, Il racconto di una mamma: “Come avrei potuto accorgermi?”

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Quanto successo a Taranto mostra una lunga serie di problemi di cui è affetta la società odierna. Un gruppo di ragazzi, una baby gang è responsabile di aver ucciso un anziano uomo di 66 anni, con problemi psichici. La vittima era diventata il loro gioco contro la noia.

Taranto, anziano ucciso da baby gang

La vicenda di Antonio Stano a davvero sconvolto l’Italia. Un uomo di 66 anni, con problemi psichici, era diventato il gioco contro la noia di una baby gang formata da ragazzi che risiedono nel comune di Manduria, in provincia di Taranto. Secondo quanto reso noto, il gruppo di ragazzi in questione avrebbe messo in atto nei confronti dell’anziano uomo attacchi di bullismo, sevizie, insulti, stalking fino a un progressivo isolamento e non solo dato che uno di loro avrebbe rubato ad Antonio Stano la cifra di 300 euro. la stessa vittima aveva provato a difendersi chiedendo i ragazzi di lasciarlo in pace affermando: “Con tante persone sempre da me venite?“.
Lo strazio dell’uomo però si è concluso nel peggiore dei modi, a denunciare la situazione di Antonio Stano sono stati alcuni vicini di casa che l’hanno trovato visibilmente deperito e provato. Antonio Stano è morto dopo 18 giorni di agonia in ospedale. (Per approfondire Clicca Qui).

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Baby gang fermata per tentato omicidio di uno loro coetaneo

I reati contestati ai 14 membri della baby gang sono di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento.

Prefetto Vittorio Saladino: “un silenzio assordante”

A commentare l’accaduto è stato il Prefetto Vittorio Saladino che all’Adnkronos: “Se i bulli invece che con quel pover’uomo se la fossero presa con un cane, ci sarebbe stata la rivolta popolare. E invece tutti zitti, in un silenzio assordante che oggi mi lascia amareggiato. Le colpe le ha una comunità distratta, chiusa, coi giovani bombardati dai media e da episodi negativi. Come si fa a rendere oggetto di gioco un uomo, un soggetto indifeso?“.

Successivamente il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo. “L’intervento è stato tempestivo, ma sarebbe stato ancora più tempestivo se quelli che sapevano avessero informato gli organi di polizia molto tempo prima: oggi Stano sarebbe tra noi“.

Il commento di una mamma: “Come avrei potuto accorgermi di una cosa simile?”

Nel corso delle ultime ore, TgCom ha reso nota la dichiarazione che una delle mamme di membri della baby gang ha rilasciato a al Corriere della Sera. La donna ha affermato: “Come avrei potuto accorgermi di una cosa così? Come fai tu, madre, ad accorgerti di cosa fa nel dettaglio tuo figlio quando esce con gli amici ma soprattutto come fai ad accorgerti di cosa sta succedendo dentro quel cavolo di telefonino? È evidente che io non sono stata capace di fargli capire che cos’è il bene e che cos’è il male”.

Il figlio della donna faceva parte della chat di gruppo dove venivano inviati video e immagini, nominata ‘Gli orfanelli’. La donna continua dicendo: “Voglio credergli e sono sicura che mio figlio non abbia fatto niente più di quello che ammette di aver fatto. Che è già molto grave, sia chiaro“.

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