Processo Stefano Cucchi: chiesta la prescrizione del reato per cinque medici

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Stefano Cucchi morto nei carceri di Roma

L’attenzione mediatica torna a concentrarsi sul processo per la morte relativa Stefano Cucchi, il ragazzo deceduto nelle carceri di Roma a seguito di un pestaggio messo in atto da alcuni carabinieri che lo avevano. una occasione della nuova udienza la Procura Generale ha chiesto la prescrizione del reato per 5 medici.

Processo Stefano Cucchi

In questi mesi si sta svolgendo il processo bis sull’inchiesta relativa alla morte di Stefano Cucchi. Il ragazzo è deceduto all‘ospedale Pertini di Roma dove si trovava ricoverato a seguito di un pestaggio messo in atto dai carabinieri che lo arrestano quella drammatica notte di ottobre 2009.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie alla confessione fatta da carabiniere Francesco Tedesco che ha confermato il pestaggio messe in atto dai colleghi che attualmente accusati di omicidio preterintenzionale. In occasione della nuova udienza e così arriva un nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria.

Chiesta la prescrizione del reato per cinque medici

Come abbiamo appena spiegato nel corso nell’ultima udienza del processo per la morte di Stefano Cucchi la Procura Generale ha chiesto la prescrizione del reato per cinque minuti. Come spiegato anche da TgCom, secondo la Procura Generale il processo pendente per i medici imputati per la morte di Stefano Cucchi deve concludersi con una prescrizione del reato di omicidio colposo. Questo è quanto richiesto dal PG Mario Remus che nella requisitoria fa riferimento al primario dell’ospedale Pertini di Roma Aldo Fierro, e i dottori Stefania Corbi, Luigi De Marchis e Silvia Di Carlo.

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Fonte Foto: panorama.it

Mario Remus, come si legge su TgCom, ha commentato il tutto affermando che si tratti di “una sconfitta della giustizia. Nel corso del processo sono ammessi tutti gli elementi che indicano la sciatteria e la negligenza che imperversava all’ospedale. prima inclinazione te nella cartella clinica del paziente non si diceva mai quanto beveva, era un paziente trascurato o forse si voleva nascondere qualcosa. Forse Cucchi era un paziente difficile, ma perché aveva anche delle recriminazioni per come la giustizia lo stava trattando, visto che era incensurato. Non si scriveva mai quanti liquidi assumesse il paziente, tanto che a un certo punto dopo diversi giorni un infermiere si è accorto che qualcosa non andava e ha chiesto di controllare se cookie bevesse e quanto beve, ma era ormai troppo tardi“.

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